Intervista a Nicola Ciracì sulle opportunità e le prospettive del Kosovo

Nella quasi totale indifferenza della politica italiana, i Balcani tornano al centro dell’attenzione mediatica e numerosi sono gli analisti che invitano a guardare alla “Via dei Balcani” come priorità geopolitica della nostra penisola e del Mediterraneo. Attualmente, il Kosovo è uno stato riconosciuto da quasi tutti i Paesi dell’Ue e dal mondo democratico, così come dalla maggior parte dei Paesi delle Nazioni Unite. Il giovane stato, insieme all’Albania, sembra divenire sempre più un centro per le imprese italiane e la conoscenza di tale stato risulta essenziale per comprendere le prospettive future della regione balcanica e della stessa Italia. Chi ha sempre dedicato attenzione alle proposte provenienti dal paese e alle iniziative svolte dall’Ambasciata del Kosovo in Italia è l’onorevole Nicola Ciracì, esperto dei Balcani Occidentali che il giornalista Domenico Letizia ha intervistato per il mensile “Il Previdente“.

L’intervista di Domenico Letizia pubblicata dal mensile “Il Previdente”: L’anno del Kosovo e la continua attenzione internazionale sui Balcani.


 

Nicola Ciracì, le politiche occupazionali e i diritti in Iran

Presentazione dello studio “Il costo che, in termini di minor PIL ed occupazione, il popolo iraniano paga per il finanziamento estero della jihad islamica da parte del regime. Prime stime econometriche” a cura di:
Mario Baldassarri, Presidente del Centro Studi Economia Reale, già Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze
Interventi di:
Behzad Bahrebar, Consiglio nazionale della resistenza iraniana
Giuseppe Basini, Deputato Lega Nord
Rita Bernardini, Presidente di Nessuno tocchi Caino, Coordinatrice Presidenza Partito Radicale
Nicola Ciracì, socio onorario Istituto di ricerca di economia e politica internazionale (IREPI)
Sergio d’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino, Coordinatore Presidenza Partito Radicale
Lucio Malan, Senatore Forza Italia
Giulio Maria Terzi di Sant’Agata, Presidente del Global Committe for the Rule of Law-Marco Pannella, già Ministro degli Esteri
Stefania Pezzopane, Senatrice PD
Roberto Rampi, Senatore PD


Modera


Elisabetta Zamparutti, tesoriere di Nessuno tocchi Caino, Presidenza Partito Radicale

Intervento ai lavori.

Sono davvero sconvolto dall’ipocrisia della politica italiana. Stiamo dando tanta pubblicità ad un libro e ad una casa editrice e poi cooperiamo con l’Iran senza alcun rimorso. L’Iran è un popolo che sta soffrendo e malgrado ciò resta un paese estremamente pericoloso che rischia di perdere il controllo della rete interna di corruzione e potere che ha creato. Noi siamo ancora in alto mare e l’occidente dovrebbe essere unito con il popolo iraniano per cambiare il regime“.

On. Nicola Ciracì, socio onorario dell’ IREPI – Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale.

Gli interventi sono stati registrati da Radio Radicale

 

L’Opinione delle Libertà e la missione di Nicola Ciracì in Libia

La Libia è nel caos e l’Italia deve reagire il prima possibile, il rischio è un nuovo scenario geopolitico complicato, una nuova emergenza migranti, danni economici e rischi energetici“, scrive il giornalista Domenico Letizia, in un articolo pubblicato da “L’Opinione delle Libertà“.

Italia/Libia: Gli errori di oggi e gli avvertimenti di ieri“, il titolo dell’articolo.

La forza della storia dovrebbe farci comprendere come non ripetere errori e in Italia c’era chi aveva avvisato il governo anni prima, quando alcuni senatori e deputati avevano sottolineato la fretta e la superficialità di scelte politiche che oggi raccogliamo. “Nell’ottobre del 2016, alcuni esponenti parlamentari, capeggiati dall’onorevole Nicola Ciracì, incontrarono al-Qatrani, il braccio destro di Khalifa Haftar, che già allora sostenne che dai 1.100 chilometri di costa della Cirenaica, controllati dall’esercito al comando di Haftar, non era partito un solo migrante. In occasione dell’incontro al-Qatrani dichiarò: “Noi potremmo anche lasciare le coste aperte poiché in 250mila stanno tentando di passare dal Sudan: se non controlliamo l’area è un rischio per l’Italia, poiché dicono di essere migranti, ma stanno cercando di arrivare in Italia per farsi esplodere”, confermando già allora il pericolo per la nostra sicurezza nazionale, pericolo che viene riconfermato nelle ultime ore. In seguito a tale missione vennero alla luce notizie interessanti sul lavoro del generale Haftar: “Siamo noi ad aver liberato i terminal petroliferi della Cirenaica che sono strategici per il settore energetico italiano. L’Italia considera il governo Sarraj come l’unico interlocutore, ma il popolo libico non la pensa così”, avvisarono i delegati libici all’incontro con i parlamentari e senatori italiani. Successivamente, ricordiamo le azioni del Governo Gentiloni che non riuscì a frenare i fenomeni migratori e che continuò ad ignorare la posizione del Comitato nazionale libico per la difesa e la sicurezza“, viene riportato nell’articolo.

Incontro con l’ex Primo Ministro albanese Sali Berisha

L’ex primo ministro albanese Sali Berisha, del Partito Democratico albanese, ha incontrato il senatore della Lega Nord, Manuel Vescovi, presidente del Gruppo di amicizia Italia-Albania e l’onorevole Nicola Ciracì, socio onorario dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale (Irepi). Durante i lavori Berisha da dichiarato:  “L’Albania sta attraversando una situazione difficile, il periodo più difficile in questi ultimi 29 anni di democrazia perché l’opposizione ha preso una decisione mai presa prima, bruciando i mandati come deputati albanesi“. Durante i lavori abbiamo discusso degli sviluppi politici nel paese. L’ex Primo Ministro ha sottolineato che l’Albania sta attraversando una situazione difficile. Da anni, il paese è senza la Corte costituzionale e con una Corte Suprema paralizzata. La Corte Costituzionale garantisce la costituzionalità dell’azione del governo e delle sue leggi. In sua assenza tutte le competenze nel paese sono a vantaggio dell’esecutivo di Edi Rama. Praticamente, il paese è in una condizione di stato autonomo all’interno dello stato albanese. L’Ex Primo Ministro albanese ha espresso il suo vivo apprezzamento per l’atteggiamento del Presidente della Lega Nord, il leader politico Matteo Salvini, nei confronti dello stato dell’Albania e il suo approccio nei confronti della giustizia, senza dimenticare le riforme intraprese in tale campo.

E’ possibile leggere un approfondimento della stampa albanese sull’incontro svolto al seguente link: “Berisha takon senatorin dhe deputetin italian/ Përgëzon Salvinin për qëndrimet anti-Soros“.

Valorizzare le opportunità in ambito agricolo tra Italia e Israele

Domenico Letizia, presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale (Irepi), ha pubblicato un articolo per il quotidiano “Nuovo Corriere Nazionale“, intitolato: “Israele, il paese che fa fiorire i deserti“. Nell’articolo, Letizia riprende alcuni dati sviscerati da una nostra recente missione in Israele: “Nel 2017, l’onorevole Nicola Ciracì, con l’Associazione Interparlamentare di Amicizia Italia-Israele, visitò il paese e il Kibbutz di Sde Boker, ubicato nel deserto.  “Abbiamo visitato il Kibbutz di Sde Boker, una sede iper tecnologica con obiettivo quello di far fiorire il deserto. Il Kibbutz di Sde Boker rappresenta la realizzazione del sogno di David Ben Gurion, il grande statista israeliano, primo premier della nazione, che amava la distesa desertica del Negev e volle vederla in un’esplosione di fioriture. Il kibbutz, costruito tra le montagne del Negev, venne fondato nel 1952. Il Negev oggi è una regione rigogliosa, disseminata da comunità  e aziende agricole. Sde Boker possiede diverse fonti di reddito: vigneti ed un enoteca, ristoranti, una locanda, una galleria d’arte, oltre agli innumerevoli prodotti dell’agricoltura. Grazie al riuso delle acque di scarico umano e grazie alla desalinizzazione ad osmosi inversa, il deserto si ritira, dando spazio a coltivazioni e zone alberate. Molte delle tecnologie più innovative e promettenti del mondo, escono dalle università e dagli ospedali israeliani”, dichiarò l’onorevole Ciracì. Anche l’ICE-Agenzia nel corso degli ultimi anni ha confermato tali potenzialità e le opportunità di cooperazione con il nostro paese. La finalità è quella di promuovere la collaborazione industriale e accordi di partenariato industriale e tecnologico con controparti israeliane nei settori della medicina, biotecnologie, agricoltura e scienze dell’alimentazione, applicazioni dell’informatica nella formazione e nella ricerca scientifica, ambiente, trattamento delle acque, nuove fonti di energia, innovazioni dei processi produttivi, tecnologie dell’informazione, spazio e osservazioni della terra”.

Di seguito, l’articolo intero: 

Realizzazione della giornata di amicizia Italia/Albania a Brindisi

Si è svolta un’audizione presso la commissione comunale “Smart City” e Cooperazione Internazionale del comune di Brindisi per presentare una proposta dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica e Internazionale (Irepi) per il rilancio di un rapporto strategico tra Brindisi e lo stato dell’Albania. Ad essere ascoltato presso l’istituzione del Comune di Brindisi è stato l’onorevole Nicola Ciracì, socio onorario dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale. Per incentivare lo sviluppo dei rapporti tra Puglia e Albania sono innumerevoli le iniziative da intraprendere in cooperazione, considerando gli enormi progressi dell’economia albanese e il rapporto privilegiato con la Città di Brindisi intendiamo incentivare e lavorare alla realizzazione della giornata di amicizia Italia-Albania il cui luogo naturale come sede è la città di Brindisi per ragioni storiche e culturali note a tutti. Innumerevoli le tematiche poste all’attenzione della Commissione comunale elaborate da Domenico Letizia, Presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale e l’onorevole Nicola Ciracì.

Di seguito la documentazione presentata: 

– Realizzazione della giornata di amicizia Italia Albania a Brindisi

Speciale Spazio Transnazionale – Conversazione con S.E. Andrea Sing-Ying Lee

Conversazione dell’Ambasciatore di Taiwan in Italia Andrea Sing-Ying Lee per i microfoni di Radio Radicale condotta da Francesco De Leo che in questa puntata ha ospitato Andrea Sing-Ying Lee (ambasciatore, rappresentante ufficio di rappresentanza di Taipei in Italia) e Nicola Ciracì (già deputato della XVII legislatura, Misto – Direzione Italia e socio onorario dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale – Irepi).

NON DIMENTICARE L’ALBANIA E IL SUO POTENZIALE

L’Italia non presenta una visione autorevole della politica estera dai tempi di Craxi e la non attenzione dell’ultimo decennio nei confronti dell’Albania è conferma della scarsa azione in ambito estero. Avutasi la protesta degli studenti a Tirana e successivamente quella dell’opposizione, l’Albania è tornata al centro dell’attenzione. Il Paese delle aquile è legato a noi su innumerevoli aspetti. La presenza del premier Edi Rama nelle maggiori trasmissioni televisive, gli interventi di intellettuali albanesi, che vivono in Italia da decenni, come la scrittrice Anilda Ibrahimi, il sociologo Rando Devole o personalità dello sport come Igli Tare, senza dimenticare l’iperattiva attività diplomatica dell’Ambasciatrice Bitri Lani, ci stanno consegnano uno spaccato di un Paese lontanissimo dai tempi delle scene dei barconi del 1991 e che in breve tempo è stato capace di europeizzarsi, riuscendo ad integrare nel proprio tessuto sociale tre confessioni religiose. Oggi l’Albania è piena di cantieri, centri commerciali, università estere (italiane, turche, americane), ma non vanno sottovalutate le difficoltà esistenti legate ad un salario basso, in media 300 euro, e pensioni di 150 euro che rendono difficile la vita, alimentando una perenne Diaspora, o meglio, una emigrazione economica poiché gli albanesi hanno realmente una nazione che amano. In Italia è giunto il momento di riscoprire il ruolo essenziale dell’Albania, una nazione che può e deve garantire la nostra sicurezza, che ha la responsabilità di frenare il narcotraffico, che rappresenta l’unica vera porta dei Balcani per le nostre merci, soprattutto dopo la chiusura di fatto del confine Kosovo/Serbia, che ha ridato centralità al porto di Durazzo, e può rappresentare una grande boccata di ossigeno alla logistica della nostra penisola. Ricordiamo che i prodotti cinesi espongono bandiera sul pennone dell’aeroporto di Tirana, i turchi costruiscono l’aeroporto di Valona e noi inseguiamo la “Via della Seta”, senza saper chiedere davvero vantaggi, danneggiando i nostri rapporti con gli Usa, regalando Trieste e le linee di collegamento commerciale per l’Europa alla Cina, illudendoci dello scenario cinese. In tale quadro geopolitico, l’Albania è una grande occasione per il nostro Paese, una nazione amica, che dopo aver vissuto, “spalle al mare”, il triste periodo della dittatura comunista, da venticinque anni ci osserva come modello di libertà e come partner economico. L’Italia, con rispetto della sovranità di ogni Paese, deve preoccuparsi della strana condizione politica, forse unico esempio al mondo, di una nazione che ha un governo che rivendica il suo ruolo e una opposizione costretta al gesto estremo dell’abbandono delle aule parlamentari. In un Paese senza Check end Balance una protesta che diventa extraparlamentare e si riversa in piazza deve suscitare preoccupazione. Per coloro che hanno approfondito la storia recente è chiaro che nel 2011 lo stesso scontro è accaduto a parti inverse e che l’annunciata collaborazione tra Rama e Basha si è consumata già nel maggio 2017 e con il primo dei problemi: la riforma della giustizia. Oggi gli schieramenti politici non ritorneranno sui propri passi e la maggioranza andrà avanti creando un crash istituzionale che danneggerà l’adesione Ue dell’Albania e l’Italia, principale sponsor di tale percorso, ha il dovere di offrirsi come mediatrice e come luogo di dialogo. Inoltre non dimentichiamo che l’Albania attualmente è priva di una Corte costituzionale. Necessitiamo di cessare una politica dei fans degli opposti schieramenti, poiché la politica albanese è già perennemente divisa in guelfi e ghibellini. Il rischio del cammino albanese è che le riforme si blocchino e che vada diffondendosi una politica caratterizzata da un perenne scontro nelle istituzioni. Dobbiamo scegliere da quale parte stare e se vogliamo restare nel lembo di terra detto Linea di Teodosio abbiamo il dovere di comprendere che l’Albania ha scelto l’occidente e l’Europa. Dobbiamo evitare di perdere nuovamente il nostro ruolo nel Mediterraneo come già accaduto con la Libia. Oggi Moavero e Salvini hanno tale responsabilità, spero ne siano consapevoli. L’Albania e il suo popolo lo meritano, come lo meritano i tanti piccoli e medi imprenditori che operano nel Paese delle aquile, che da lì difendono il nostro “Made in Italy” e qualche volta senza concreto supporto da parte delle nostre istituzioni.

Articolo di Nicola Ciracì, Onorevole, socio onorario dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale (Irepi), pubblicato dal quotidiano “L’Opinione delle Libertà“.

Intervista per i microfoni di Radio Radicale.

 

 

14 maggio 2018 Comments are off admin

Ceglie Messapica. Visita istituzionale dell’Ambasciatrice di Albania in Italia, SE Anila Bitri Lani

Visita istituzionale per l’Ambasciatrice di Albania in Italia, SE Anila Bitri Lani, che domani Martedì 15 Maggio ospite del Conservatorio di Musica “T. Schipa” di Lecce, sarà presente a Ceglie Messapica.

L’ambasciatrice nel pomeriggio, alle ore 18,00, presso l’azienda IMIEL A&G SRL in Via Francavilla F. (Z.I.), incontrerà, su iniziativa dell’On. Nicola Ciracì da tempo impegnato nel diffondere il marchio italiano all’estero ed in particolare nel paese delle aquile, gli imprenditori locali per discutere di opportunità commerciali e di investimento per le imprese italiana in Albania.

Durante l’incontro interverranno l’imprenditrice ing. Antonella AMICO e il Dott. Vincenzo SCARANO Vice Presidente Confindustria giovani e l’on. Nicola CIRACI’. Le conclusioni sono affidate a SE Anila Bitri Lani – Ambasciatrice di Albania in Italia.

A seguire alle ore 20,00, l’Ambasciatrice parteciperà, presso la sede distaccata di Ceglie Messapica del Conservatorio “T. Schipa” di Lecce, a un concerto di musiche napoletane dal titolo “Una voce nel mondo… Tito Schipa” accolta dal Presidente on. Marzo e dal direttore Maestro Spedicati. Durante il concerto l’Ambasciatrice premierà tre artisti albanesi particolarmente apprezzati nel Salento,il pittore Arben Shira, il Direttore d’orchestra Emir Krantja e la violinista Gioia.

L’evento è aperto alla partecipazione dei cittadini

21 marzo 2018 Comments are off admin

MAROCCO. FORUM CRANS MONTANA. MOHAMMED VI CHIEDE PARTENARIATI SUD-SUD INNOVATIVI

di Belkassem Yassine

I lavori della quarta edizione del Forum Crans Montana (FCM), iniziati venerdì 16 marzo a Dakhla, in Marocco, sono proseguiti a bordo della nave da crociera Gnv Rhapsody fino alla giornata di ieri, 20 marzo. Con il patrocinio di re Mohammed VI, il Forum Crans Montana riunisce ogni anno un migliaio di partecipanti e personalità da un centinaio di paesi, oltre a rappresentanti di diverse organizzazioni internazionali e regionali. All’ordine del giorno del forum vi sono numerose conferenze sui corridoi di trasporto marittimo e sulla lotta contro i cambiamenti climatici nei piccoli stati insulari in via di sviluppo.
La cerimonia d’apertura è stata segnata dal messaggio inviato da re Mohammed VI ai partecipanti, di cui lettura è stata data dal presidente della regione di Dakhla-Oued Eddahab, Ynja Khattat.
“Il Marocco fa della cooperazione sud-sud un vettore dell’emergenza di una Africa nuova, fiduciosa nelle sue potenzialità ed aperta sull’avvenire”, afferma il messaggio reale, sottolineando che si tratta di un impegno costituzionale “iscritto con lettere d’oro nella norma suprema del Regno”.
“Il Marocco ha sviluppato un vero modello innovante di cooperazione sud-sud che si basa sullo scambio di conoscenze, di competenze, di perizie e di risorse, associando l’insieme delle sotto-regioni del continente e dei settori pertinenti”, sottolinea il sovrano.
La cooperazione marocchina integrata e pluridimensionale conta in 15 anni oltre mille accordi firmati con 28 paesi africani. “L’offerta marocchina era unica nel suo genere nella misura in cui mette l’umano al centro delle sue preoccupazioni e coniuga l’economico ed il sociale, il culturale ed il cultuale, la sicurezza ed il militare”, continua re Mohammed VI indicando che la cooperazione marocchina sud-sud si esprime su un insieme di problematiche in linea con la stabilita e lo sviluppo d’Africa in cui, oltre al clima, la migrazione è ben presente.
“Il fenomeno migratorio costituisce un’opportunità e non una minaccia”, ha sottolineato ancora il sovrano, notando che la crisi migratoria attuale “non deve essere vissuta come una fatalità” e che chiede poi ad un rafforzamento della cooperazione, in primo luogo tra paesi africani, coi paesi del nord.
Quanto alla lotta contro gli effetti devastatori dei cambiamenti climatici, il sovrano ha così invitato i paesi del nord del pianeta a mantenere gli impegni rinnovati a Marrakech in occasione della COP22, particolarmente in materia di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra e di finanziamenti delle strategie climatiche dei paesi del sud.
“Per progredire, l’Africa deve riunire tutta sua energia e deve adottare partenariati innovatori reciprocamente fruttuosi”, ha insistito re Mohammed VI lanciando appello agli “africani e le africane, e particolarmente i giovani, a mobilitarsi, in modo risoluto e determinato, per smontare le sfide lancinanti alle quali confrontato il continente e per iscriversi nel dinamica virtuosa della crescita condivisa”.
Il Marocco “tiene ugualmente a attuare dei progetti strategici di alto livello”, citando come esempio “il gasdotto africano Atlantico di cui l’obiettivo è di rifondere il mercato regionale dell’elettricità o ancora l’installazione di unità di produzione di fertilizzati con l’Etiopia e la Nigeria”. “È proprio in questa prospettive di condivisione reciprocamente benefica e di consolidamento delle partnership sotto-regionali esistenti che si iscrive il ritorno del Marocco in seno alla sua famiglia istituzionale, l’Unione Africana”.
In questa occasione l’ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha affermato che “il ritorno del Marocco all’Unione Africana è molto importante per il paese, che ha la vocazione di paese ponte fra l’Europa e l’Africa, ma lo è anche per il continente perché è un’economia moderna, un paese stabile e democratico che ritorna sulla scena africana. Il Marocco spicca in questo senso come un “elemento importante” per il quale il fallimento dell’Africa finirebbe per essere il “dramma dell’Europa”, mentre il suo successo potrebbe significare invece la “sopravvivenza” del vecchio continente.
“Quel che il Marocco sta realizzando è davvero unico, in particolare se consideriamo gli ultimi 15 anni, durante i quali il mondo arabo-musulmano non è stato risparmiato e il Mediterraneo è stato devastato”, ha osservato Sarkozy, chiedendosi “Quali Paesi possono vantare negli ultimi 15 anni di aver mantenuto la stabilità, l’apertura, il progresso e la modernità nonostante le difficoltà, le crisi, le prove e i fallimenti, chi può affermare di eguagliare la stabilità marocchina degli ultimi anni? Chi può dire di aver avuto la possibilità di parlare in modo rivoluzionario, nel vero senso della parola, della modifica della Costituzione, del progresso della democrazia, dell’apertura alle forze politiche marocchine nella loro diversità? Il Marocco forte e stabile” che “per la propria posizione politica, storica e geografica, ha un ruolo di grande importanza”.
Nicola Ciraci presidente del gruppo di amicizia parlamentare Italia/Regno del Marocco che guida la delegazione italiana al FCM ha portato suo contributo intervenendo sul tema dell’immigrazione, il rinsaldamento dei rapporti tra i vari paesi del mediterraneo per rilanciare l’euro-mediterraneo come luogo di unità politica”.

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