Intervista a Nicola Ciracì sulle opportunità e le prospettive del Kosovo

Nella quasi totale indifferenza della politica italiana, i Balcani tornano al centro dell’attenzione mediatica e numerosi sono gli analisti che invitano a guardare alla “Via dei Balcani” come priorità geopolitica della nostra penisola e del Mediterraneo. Attualmente, il Kosovo è uno stato riconosciuto da quasi tutti i Paesi dell’Ue e dal mondo democratico, così come dalla maggior parte dei Paesi delle Nazioni Unite. Il giovane stato, insieme all’Albania, sembra divenire sempre più un centro per le imprese italiane e la conoscenza di tale stato risulta essenziale per comprendere le prospettive future della regione balcanica e della stessa Italia. Chi ha sempre dedicato attenzione alle proposte provenienti dal paese e alle iniziative svolte dall’Ambasciata del Kosovo in Italia è l’onorevole Nicola Ciracì, esperto dei Balcani Occidentali che il giornalista Domenico Letizia ha intervistato per il mensile “Il Previdente“.

L’intervista di Domenico Letizia pubblicata dal mensile “Il Previdente”: L’anno del Kosovo e la continua attenzione internazionale sui Balcani.


 

L’Opinione delle Libertà e la missione di Nicola Ciracì in Libia

La Libia è nel caos e l’Italia deve reagire il prima possibile, il rischio è un nuovo scenario geopolitico complicato, una nuova emergenza migranti, danni economici e rischi energetici“, scrive il giornalista Domenico Letizia, in un articolo pubblicato da “L’Opinione delle Libertà“.

Italia/Libia: Gli errori di oggi e gli avvertimenti di ieri“, il titolo dell’articolo.

La forza della storia dovrebbe farci comprendere come non ripetere errori e in Italia c’era chi aveva avvisato il governo anni prima, quando alcuni senatori e deputati avevano sottolineato la fretta e la superficialità di scelte politiche che oggi raccogliamo. “Nell’ottobre del 2016, alcuni esponenti parlamentari, capeggiati dall’onorevole Nicola Ciracì, incontrarono al-Qatrani, il braccio destro di Khalifa Haftar, che già allora sostenne che dai 1.100 chilometri di costa della Cirenaica, controllati dall’esercito al comando di Haftar, non era partito un solo migrante. In occasione dell’incontro al-Qatrani dichiarò: “Noi potremmo anche lasciare le coste aperte poiché in 250mila stanno tentando di passare dal Sudan: se non controlliamo l’area è un rischio per l’Italia, poiché dicono di essere migranti, ma stanno cercando di arrivare in Italia per farsi esplodere”, confermando già allora il pericolo per la nostra sicurezza nazionale, pericolo che viene riconfermato nelle ultime ore. In seguito a tale missione vennero alla luce notizie interessanti sul lavoro del generale Haftar: “Siamo noi ad aver liberato i terminal petroliferi della Cirenaica che sono strategici per il settore energetico italiano. L’Italia considera il governo Sarraj come l’unico interlocutore, ma il popolo libico non la pensa così”, avvisarono i delegati libici all’incontro con i parlamentari e senatori italiani. Successivamente, ricordiamo le azioni del Governo Gentiloni che non riuscì a frenare i fenomeni migratori e che continuò ad ignorare la posizione del Comitato nazionale libico per la difesa e la sicurezza“, viene riportato nell’articolo.

Valorizzare le opportunità in ambito agricolo tra Italia e Israele

Domenico Letizia, presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale (Irepi), ha pubblicato un articolo per il quotidiano “Nuovo Corriere Nazionale“, intitolato: “Israele, il paese che fa fiorire i deserti“. Nell’articolo, Letizia riprende alcuni dati sviscerati da una nostra recente missione in Israele: “Nel 2017, l’onorevole Nicola Ciracì, con l’Associazione Interparlamentare di Amicizia Italia-Israele, visitò il paese e il Kibbutz di Sde Boker, ubicato nel deserto.  “Abbiamo visitato il Kibbutz di Sde Boker, una sede iper tecnologica con obiettivo quello di far fiorire il deserto. Il Kibbutz di Sde Boker rappresenta la realizzazione del sogno di David Ben Gurion, il grande statista israeliano, primo premier della nazione, che amava la distesa desertica del Negev e volle vederla in un’esplosione di fioriture. Il kibbutz, costruito tra le montagne del Negev, venne fondato nel 1952. Il Negev oggi è una regione rigogliosa, disseminata da comunità  e aziende agricole. Sde Boker possiede diverse fonti di reddito: vigneti ed un enoteca, ristoranti, una locanda, una galleria d’arte, oltre agli innumerevoli prodotti dell’agricoltura. Grazie al riuso delle acque di scarico umano e grazie alla desalinizzazione ad osmosi inversa, il deserto si ritira, dando spazio a coltivazioni e zone alberate. Molte delle tecnologie più innovative e promettenti del mondo, escono dalle università e dagli ospedali israeliani”, dichiarò l’onorevole Ciracì. Anche l’ICE-Agenzia nel corso degli ultimi anni ha confermato tali potenzialità e le opportunità di cooperazione con il nostro paese. La finalità è quella di promuovere la collaborazione industriale e accordi di partenariato industriale e tecnologico con controparti israeliane nei settori della medicina, biotecnologie, agricoltura e scienze dell’alimentazione, applicazioni dell’informatica nella formazione e nella ricerca scientifica, ambiente, trattamento delle acque, nuove fonti di energia, innovazioni dei processi produttivi, tecnologie dell’informazione, spazio e osservazioni della terra”.

Di seguito, l’articolo intero: 

Cosa accade in Albania? Domenico Letizia intervista l’onorevole Nicola Ciracì

Cosa accade in Albania? Intervista all’onorevole Nicola Ciracì.

Domenico Letizia intervista l’onorevole Nicola Ciracì per i microfoni di RadioAtene. Rafforzare i legami culturali e la presenza delle imprese italiane e del “Made in Italy” in genere nel Paese delle Aquile. In questo particolare momento è indispensabile rilanciare un ruolo forte del Made in Italy dal punto di vista economico e culturale e su questo non mancherà il mio impegno.

LINK: http://radioatene.net/

 

Ascoltare Taiwan per comprendere a fondo la Cina

Nel tentativo di comprendere a fondo il fenomeno e le prospettive del colosso cinese in Italia è importante dedicare la giusta attenzione alla voce, alle dichiarazioni e alle richieste delle istituzioni di Taiwan presenti nel nostro paese.  Le relazioni dell’isola con Pechino sono delicate e tese nonostante Taiwan tenti di essere un sistema di autogoverno dalla fine della guerra civile cinese nel 1949. Pechino continua a considerare Taiwan una provincia integrata, una parte della Repubblica popolare cinese. Il predecessore della Tsai, Ma Ying-jeou, aveva raggiunto più stretti legami con Pechino e aveva anche incontrato il presidente cinese Xi Jinping in uno storico vertice del 2015 a Singapore. Le relazioni diplomatiche e politiche sono divenute delicate dopo l’elezione di Tsai Ing-wen, il cui partito sostiene da sempre l’autodeterminazione. Taipei perpetuamente organizza esercitazioni militari di difesa del territorio con lo scopo di testare la sua capacità di fermare un possibile tentativo d’invasione da parte della Cina Popolare. Il governo di Pechino, sotto Xi, ha aumentato la pressione nei confronti dell’isola e sulla sua amministrazione, sia economicamente che politicamente. Dal 2016, anche le forze armate cinesi hanno condotto esercitazioni su vasta scala in tutta l’area, inclusa la navigazione della portaerei Liaoning attraverso lo Stretto di Taiwan. Le forze armate di Taipei hanno risposto con le esercitazioni, tra cui una massiccia dimostrazione di forza sulla costa occidentale dell’isola il 17 gennaio scorso. La complicazione di Xi Jinping è che la Repubblica di Taiwan è una democrazia di successo, che rispetta i diritti umani e la libertà religiosa. Una realtà spesso ignorata dai grandi eventi internazionali e spesso al di fuori dell’interesse dei media, ma oggi quest’isola genera il 67% della produzione mondiale di semiconduttori e con i 28 paesi membri dell’Unione Europea ha superato i 53 miliardi di dollari statunitensi di interscambio commerciale, in cui l’Italia si colloca al 5° posto con 4,6 miliardi. In un discorso di gennaio, il presidente Xi ha rinnovato l’appello affinché Taiwan si ricongiunga alla Cina continentale, chiedendole di abbracciare la “riunificazione pacifica” e espresso la sua ferma contrarietà a richieste di indipendenza dell’isola. Nel suo discorso di Capodanno, la Tsai ha detto che Pechino dovrà “affrontare la realtà dell’esistenza della Repubblica di Cina”, il nome di Taiwan. Secondo le dichiarazioni dell’Ambasciatore di Taiwan in Italia Andrea Sing-Ying Lee, l’isola non può accettare la proposta “Un Paese, Due Sistemi” avanzata dalla Cina popolare, perché ciò significherebbe dover rinunciare a democrazia, libertà, diritti umani e stato di diritto. Tutte cose che Taiwan ha pianificato e costruito negli anni e alle quali non vuole rinunciare. L’azione dell’isola è visibile anche negli eccezionali lavori internazionali dedicati  alle “Smart City Expo World Congress”. L’evento che si fonda su valori di inclusione sociale e di empowerment è dedicato a promuovere la consapevolezza, la comprensione e un approccio critico tra gli abitanti di diverse metropoli intelligenti in tutto il globo. La sostenibilità è una priorità assoluta di tali lavori, grazie all’ iniziativa Towards Zero Waste che mira a ridurre gli sprechi e ad aumentare l’uso efficiente delle risorse. Visioni geopolitiche, ecologiche e sociali in netto contrasto con quanto va affermando il colosso cinese con la diffusione dell’idea di “Via della Seta” che tanto sta facendo discutere in Italia e in Europa. Ciò che l’Italia dovrebbe comprendere è che Taiwan non merita di essere isolata, L’isola è una componente attiva della comunità internazionale. Ha la capacità di difendersi ed è impegnata in un processo di modernizzazione delle sue forze armate e delle sue visioni giuridiche e commerciali. “Oltre ad aver conosciuto un grande popolo e una cultura antichissima sono orgoglioso di aver incontrato il presidente della Repubblica Ying jeou, il ministro degli Esteri Chen jam e altre importanti autorità di quei luoghi, a testimonianza dell’alta considerazione che si nutre nei confronti delle istituzioni italiane”, dichiarò, a margine di una missione istituzionale, l’onorevole Nicola Ciracì. L’azione di alcuni deputati, in linea con quanto detto dall’onorevole Ciracì, genererebbe anche una intensificazione della diplomazia con l’isola, rafforzando il dialogo sullo stato di diritto, l’affermazione dei diritti umani e la lotta alla repressione in corso in Cina.

Articolo di Domenico Letizia, presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale, pubblicato dal quotidiano “Il Nuovo Corriere Nazionale“.

29 dicembre 2016 Comments are off admin

La conferenza stampa dell’On. Ciracì dopo la visita al carcere di via Appia

Il video della conferenza stampa dell’On. Ciracì dopo la visita al carcere di via Appia.

29 novembre 2016 Comments are off admin

L’ambasciatore Phillips prenda atto del voto del suo paese, invece di interferire con il nostro

Credo che il voto libero e democratico degli americani abbia spazzato via questi soggetti che immaginano il nostro Paese come una specie di nazione satellite. Non abbiamo dimenticato la sgradevole ingerenza dell’ambasciatore americano in Italia, John Phillips, schieratosi apertamente per il ‘si’ al referendum sulla riforma Costituzionale.

Sarebbe opportuno che lo stesso ambasciatore prendesse atto con immediatezza di rappresentare un Governo del suo paese obsoleto e sconfitto dal voto degli elettori e bene farebbe, a questo punto, a lasciare anzitempo il suo incarico. Possibilmente prima del 4 dicembre, accelerando così un nuovo e positivo rapporto tra due grandi nazioni amiche come Italia e Usa, che hanno la necessita’ di riaprire una stagione di rinnovata collaborazione, non piu’ basata sui comici alla Benigni ma sui reali interessi dei nostri popoli.

Ciracì: I sindaci non diano la disponibilità ad accogliere altri migranti

BRINDISI –  Sono state toccate le problematiche legate all’emergenza migranti, agli impianti di videosorveglianza e al comando provinciale dei vigili del fuoco nel corso di un lungo incontro che si è svolto fra il prefetto di Brindisi, Annunziato Vardé, e il deputato Nicola Ciracì (Cor),  “tour per la sicurezza del cittadino e l’efficienza delle forze dell’ordine”, avviato dal parlamentare nel giorno di Ferragosto. All’inizio del confronto,  Ciracì ha manifestato la sua gratitudine per l’egregio lavoro svolto da tutti i Corpi di sicurezza e soccorso anche durante il periodo estivo.

Riportiamo di seguito il resoconto fornito da Ciracì, dell’incontro

Emergenza migranti.

«A S.E. il Prefetto ho mostrato alcune foto dello stato in cui versano il dormitorio di via Provinciale San Vito e l’area prossima alla stazione ferroviaria – dichiara il deputato – foto dalle quali emerge in tutta la sua drammaticità l’esistenza di un’innegabile situazione di degrado urbano, che necessiterebbe di maggiori e specifici controlli. Inoltre – aggiunge – ho manifestato le mie perplessità circa lo sforamento della quota di richiedenti asilo nella provincia di Brindisi, dove sono state superate le 1.100 unità con un sovrannumero di 100. Riguardo tale questione – conclude sul punto – oggi stesso scriverò a tutti i sindaci, chiedendo loro di non fornire disponibilità per la nascita di nuovi centri d’accoglienza per altri 140 migranti, ma mi auguro che già domani (mercoledì 21 settembre) il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, nell’occuparsi della questione, adotti una linea ferma e non ispirata al falso buonismo: Brindisi e il Brindisino hanno già dato, è ora che anche gli altri recitino la propria parte in questa che è diventata una vera emergenza».

Il degrado nel dormitorio di via San Vito

Videosorveglianza.

«Ho chiesto poi conto al Prefetto – dichiara il deputato – del mancato funzionamento delle telecamere dislocate a Brindisi e provincia, considerato che molte di esse risultano già collaudate, ma non in funzione. In particolare, nel capoluogo ce ne sono ben 70, comprese quelle del quartiere Sant’Elia. Il dottor Vardè – prosegue – mi ha riferito che questo, insieme al monitoraggio delle telecamere nell’intero territorio provinciale, sarà un altro dei punti all’ordine del giorno del Comitato per l’ordine e la sicurezza in programma domani. Mi attendo dunque dal Comitato – dice ancora – decisioni immediate e concrete che possano peraltro valorizzare anche la control room da poco inaugurata nella zona industriale di Brindisi».

Vigili del Fuoco.

«Ho informato il Prefetto – conclude Ciracì – della situazione di oggettiva incompatibilità ambientale presente, purtroppo, in seno al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, il cui personale operativo è in conflitto con il comandante, e l’ho pregato di approfondire e d’interessarsi in prima persona della questione: il dottor Vardè mi ha assicurato un suo impegno in tal senso».

 

Tratto da BrindisiReport

 

Tour per la sicurezza. L’incontro con i vigli del fuoco di Brindisi

Brindisi, 3 sett – Si possono definire chiarite le incomprensioni tra l’onorevole Nicola Ciracì, in quota ai Conservatori e Riformisti, ed i sindacati dei vigili del fuoco di Brindisi, in seguito all’incontro tra il parlamentare e il comandante Michele Angiuli.
Nei giorni passati, le parti si sono incontrate e chiarite, sempre nell’ambito del “tour per la sicurezza del cittadino e l’efficienza delle forze dell’ordine”, inaugurato dallo stesso Ciracì nel giorno di Ferragosto e tuttora in corso.
«L’incontro avuto con pressoché tutte le sigle sindacali dei vigili del fuoco dichiara Ciracì è stato disteso, cordiale
e soprattutto foriero di spunti molto interessanti sia in positivo che in negativo: per quanto concerne i primi, ho conosciuto sul campo un mondo pieno di eccellenze, come i sommozzatori o gli stessi operatori impegnati sui luoghi del terremoto nel Centro Italia; per quanto concerne i secondi, ho avuto modo di riscontrare numerose criticità, come i mezzi spesso obsoleti con anche oltre 25 anni di servizio, le carenze nella manutenzione degli immobili
e il clima negativo dovuto alle tensioni con la figura apicale del Corpo, un rapporto che inevitabilmente mina la serenità dell’ambiente e rischia di ledere la stessa efficienza del lavoro».
Tra gli impegni assunti da Ciracì, proporre alla sindaca di Brindisi, Angela Carluccio, d’inserire tra gli obiettivi da
raggiungere con i prossimi finanziamenti Interreg Italia-Grecia o Albania la messa in sicurezza e l’efficientamento dei porti transfrontalieri, tra i quali quello del capoluogo.
«Questo briefing con i vigili del fuoco aggiunge l’onorevole è stato soltanto l’inizio di un dialogo che mi auguro
lungo e proficuo, anche perché a stretto giro mi occuperò nello specifico della delicata situazione dei sommozzatori,
un’unità altamente specializzata che Brindisi non solo non deve perdere, ma che chiederò al ministro di rafforzare il più possibile».
In ultimo, un doveroso accenno alle “incomprensioni” di cui sopra. «Dopo il precedente vertice con il primo dirigente conclude Ciracì mi era effettivamente parso un po’ strano che l’unica problematica dei pompieri brindisini fosse legata all’assenza di un ufficio statistico e di un tecnico informatico».
Il tour per la sicurezza del cittadino e l’efficienza delle forze dell’ordine, intanto, proseguirà anche nei prossimi
giorni, con le visite in Prefettura e in Questura già in calendario.

Nuovo Quotidiano di Puglia- Brindisi

Un “Tour per la sicurezza del cittadino e l’efficienza delle forze dell’ordine”

Brindisi, 16 ago – Come annunciato nei giorni scorsi, l’onorevole Nicola Ciracì (CoR) ha cominciato ieri il suo “tour per la sicurezza del cittadino e l’efficienza delle forze dell’ordine”. Il deputato ha incontrato dapprima il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Nicola Conforti, poi la direttrice della casa circondariale Anna Maria Dello Preite, infine ufficiali e operatori della polizia locale di Brindisi.

L’obiettivo del tour, che proseguirà sino alla fine del mese, è quello di “constatare direttamente sul campo quali siano urgenze da fronteggiare in merito a strutture, mezzi e carenza del personale addetto”. Al termine del tour, che si concluderà con le visite al prefetto Annunziato Vardè e al questore Roberto Gentile, il parlamentare redigerà una relazione e la consegnerà nelle mani dei ministri competenti, caldeggiando l’adozione di provvedimenti immediati per far fronte alle difficoltà delle forze armate e di polizia dislocate nel territorio brindisino.

Intanto, è notizia recente quella dell’impiego anche dei militari della Brigata San Marco per aumentare la sicurezza degli approdi marittimi a Brindisi, iniziativa che di recente aveva suggerito lo stesso Ciracì.  «Ringrazio a nome mio e dell’intera comunità sua eccellenza il signor Prefetto – dichiara l’onorevole – per aver compiuto questa scelta logica e di assoluto buonsenso nella lotta al terrorismo internazionale e ringrazio per l’ospitalità il colonnello Conforti e la dottoressa Dello Preite, ma soprattutto li ringrazio per gli importanti risultati raggiunti».

«Grazie alla costante presenza dell’Arma sul territorio – spiega Ciracì – nel primo semestre di quest’anno si è registrato un calo dei reati pari a circa il dieci per cento e nuove risorse umane saranno presto destinate ai controlli antiterrorismo. Ho personalmente apprezzato anche le migliorie edilizie apportate alla struttura carceraria di via Appia e ho preso atto del costante impegno, in collaborazione con il Comune, nella direzione dei reinserimento sociale dei detenuti; al contempo, ho assunto l’impegno di presentare un’interrogazione urgente riguardo la mancanza di personale ispettivo della polizia penitenziaria».

«Mi è sembrato infine doveroso – conclude – salutare il comando della polizia locale di Brindisi, ai quali ho assicurato il mio interessamento presso la sindaca Angela Carluccio per chiedere il ripristino della videosorveglianza, strumento d’importanza cruciale per la sicurezza del territorio cittadino».

 

Tratto da BrindisiReport