Esteri

LIBIA E IMMIGRAZIONE: IL MIO INCONTRO CON IL GOVERNO DI TOBRUK.

al qatrani

Nel totale disinteresse da parte dei Governi Renzi prima e Gentiloni poi, il 6 ottobre 2016 ho incontrato il Governo di Tobruk. La politica estera italiana deve cambiare se da un lato s’intende frenare il fenomeno dell’immigrazione e dall’altro scongiurare il rischio di attentati nel nostro Paese. Questo l’ho anche ribadito in un incontro organizzato con Ali Al Qatrani, uno dei vicepremier libici del governo di Tobruk, alla presenza di deputati e senatori italiani tanto della maggioranza quanto dell’opposizione.

Al Qatrani, braccio destro del maresciallo Khalifa Haftar, ha sostenuto come dai 1.100 chilometri di costa della Cirenaica, controllati dall’esercito al comando di Haftar, non sia finora partito un solo migrante. “Noi potremmo anche lasciare le coste aperte – confessò in quell’occasione – in 250mila stanno tentando di passare dal Sudan: se non controlliamo l’area è un rischio per l’Italia, poiché dicono di essere migranti, ma stanno cercando di arrivare qui (in Italia) per farsi esplodere”. L’Italia ha sostenuto milizie islamiste e ha lasciato da solo l’esercito di Haftar, l’unico che combatte il terrorismo. Concetti che Al Qatrani ha espresso anche al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, ma che al momento non sembrano aver sortito alcun effetto: lo stesso ha chiesto che l’Italia cambi politica appoggiando, per l’appunto, l’esercito di Haftar, che ha liberato due porti petroliferi nell’orbita Eni nei quali si producono 150mila barili di petrolio al giorno.

Il governo Renzi ha accettato supinamente per troppo tempo un ruolo secondario nella questione libica, dimostrando la propria incapacità a frenare barconi e sbarchi dei migranti, ma credo che oggi ci si stia rendendo conto dell’errore e si stia aprendo una nuova fase di rapporti con quella parte della Libia che combatte gli estremismi islamisti e che, supportata dalla popolazione, guarda al nostro Paese come un partner naturale e non come un nemico da combattere o invadere.

L’ONORE DI PRESIEDERE L’INTERGRUPPO DI AMICIZIA ITALIA-MAROCCO.

marocco

Consolidare i rapporti tra i due Paesi e rafforzare il nostro ruolo nell’area del Mediterraneo. Un gruppo di amicizia Italia-Marocco. È stato costituto alla Camera, lo scorso 5 aprile 2017, da cento parlamentari italiani, con a capo il presidente della Commissione Affari Esteri On. Fabrizio Cicchitto, e alla presenza dell’ambasciatore del Regno del Marocco Hassan Abouyoub. Dopo l’approvazione dello Statuto, è stato eletto il Consiglio direttivo. Sono felice di esserne il presidente pro tempore.

Consolidare e, anzi, migliorare i rapporti politici e commerciali tra il nostro Paese e il Marocco è senza ombra di dubbio il principale obiettivo di questa nuovo soggetto, poiché riteniamo importante rafforzare il ruolo dell’Italia nell’area del Mediterraneo specie in considerazione dell’attuale delicato assetto geopolitico internazionale. Una delegazione del gruppo interparlamentare, di cui fanno parte deputati appartenenti a tutti gli schieramenti e a entrambi i rami del Parlamento, lo scorso 18 aprile è stata ospite a bordo della fregata marocchina Tarik Ben Ziyad, che ha fatto scalo a Civitavecchia nell’ambito di un’iniziativa per la sicurezza che vede impegnate le Marine Militari italiana e marocchina.

COMMERCIO, L’EMBARGO DI TAIWAN CANCELLATO: UNA SFIDA VINTA!

Qui con l'amico ambasciatore di Tapei, Stanley Kao.

Qui con l’amico ambasciatore di Tapei, Stanley Kao.

Una battaglia vinta. L’anno scorso sono stato assieme ad una delegazione di colleghi presso Taiwan, ed è stato un onore aver partecipato alla discussione di problematiche quali il divieto d’importazione del prosciutto e degli insaccati italiani a causa della “bluetongue” (febbre catarrale dei piccoli ruminanti) e aver gettato le basi per una più massiccia esportazione dei nostri vini, anche grazie alla presenza di vari importatori di Taipei allo scorso Vinitaly del 10 aprile 2016. Taiwan è al 18° posto tra i principali partner commerciali dell’Italia e i suoi investimenti nel nostro Paese sono, negli ultimi anni, in costante crescita. Quell’embargo, perciò, rappresentava una minaccia per la nostra economia. Finalmente quella missione parlamentare ha dato i suoi frutti

Il Bureau of Animal and Plant Health Inspection and Quarantine (BAPHIQ) di Taiwan ha ufficialmente riconosciuto l’Italia indenne da Peste Suina Africana (PSA) ad eccezione della Sardegna. Con il riconoscimento di tale principio, Taiwan ha gettato i presupposti per l’apertura futura di nuovi mercati destinati alle imprese italiane. Un importante risultato!