13 marzo 2018 Comments are off admin

On. Nicola Ciraci: Non ci sarà nessun vero progresso in Iran finché il regime iraniano non pagherà per i suoi crimini

Intervento dell’On. Nicola Ciraci al convegno sui diritti umani in Iran al Consiglio dell’ONU per i Diritti Umani

Illustri ospiti, Signore e Signori,

E’ un onore essere qui con voi oggi. Ci siamo riuniti qui oggi, a margine della 37a sessione del Consiglio dell’ONU per i Diritti Umani per affrontare la sconcertante situazione dei diritti umani in Iran.

Oggi l’Iran è il paese che giustizia il maggior numero di persone pro-capite del mondo. E’ uno dei pochi paesi del mondo che ancora applica la pena di morte ai minorenni in violazione delle leggi internazionali.

I difensori dei diritti umani, gli attivisti per i diritti umani e quelli contro la pena di morte vengono considerati “nemici dello stato”.

Per anni ci è stato detto che una fazione moderata stava crescendo all’interno del regime. Ci è stato detto che i riformisti stanno prendendo il sopravvento, soprattutto da quando Hassan Rouhani è diventato presidente nel 2013.

Beh, cinque anni dopo il numero delle esecuzioni ha raggiunto livelli senza precedenti, arrivando almeno a 3500. La situazione dei diritti umani è peggiorata in molti ambiti. E oltre a tutto questo, da quando sono iniziate le proteste nel paese a Dicembre, gli arresti di massa e le uccisioni sotto tortura dei manifestanti arrestati, dimostrano che il regime non ha né l’intenzione, né la capacità di porre fine alla sua repressione. Ma il popolo iraniano questo lo sa già e infatti durante le proteste ha gridato “Riformisti, intransigenti, il gioco è finito!” e “Abbasso dittatore!”.

Il popolo dell’Iran sta cercando di cambiare la sua situazione esercitando il suo diritto alla libertà di parola e di assemblea, scendendo nelle strade di tutto il paese ogni giorno negli ultimi due mesi, nonostante ne conosca il prezzo.

Perciò la domanda oggi è: “Qual’è la nostra responsabilità? Cosa dobbiamo fare noi in Occidente mentre le proteste proseguono in Iran?”.

Beh, io credo che sarebbe giusto dire che non c’è alcun dubbio che nel mondo di oggi il regime iraniano sia la più grossa minaccia per il suo stesso popolo, per la stabilità nella regione e per la pace nel mondo. Ciò fa del regime iraniano una minaccia globale comune, dato che gli interessi del popolo iraniano, dei popoli del Medio Oriente e del mondo convergono. Questo vuol dire che siamo partners del popolo iraniano e che se esso fallisse nella sua lotta per la libertà, la democrazia e i diritti umani in Iran, allora il mondo sarebbe ostaggio del brutale regime di Teheran.

Spesso si dice che “L’unica cosa necessaria al trionfo del male è che i buoni non facciano niente”. Io sono qui per dire che è ora che noi in Occidente agiamo basandoci sui nostri principi e valori democratici. A questo proposito vorrei ricordare il lavoro fatto dalla defunta Asma Jahangir. Ha difeso tenacemente i diritti umani fino alla fine e nel suo ruolo di Inviato Speciale dell’ONU sull’Iran, ha fatto un lavoro straordinario nel documentare gli abusi del regime sui diritti umani ed evidenziando i casi più urgenti di prigionieri politici, attivisti e prigionieri di coscienza in Iran.

Noi abbiamo bisogno che il Consiglio dell’ONU per i Diritti Umani rinnovi questo mandato e nomini immediatamente un nuovo Inviato Speciale che continui il lavoro di Asma Jahangir. Inoltre, dato che il regime iraniano ha approfittato dei meccanismi dell’ONU per mandare un violatore dei diritti umani come il suo ministro della giustizia, a Ginevra la scorsa settimana, l’Occidente deve utilizzare lo stesso meccanismo per costringere il regime iraniano a garantire l’accesso in Iran al nuovo Inviato Speciale, di modo che lui o lei, possa svolgere il suo mandato come previsto dal Consiglio dell’ONU per i Diritti Umani.

Infine, non ci sarà nessun vero progresso in Iran finché il regime iraniano non pagherà per i suoi crimini. Tutto questo deve cambiare e può essere cambiato presentando il terribile dossier sulle violazioni dei diritti umani commesse dal regime, al Consiglio di Sicurezza dell’ONU e utilizzando i meccanismi dell’ONU pertinenti per avviare un’inchiesta sulle sistematiche violazioni dei diritti umani di cui arrivano notizie dall’Iran ormai quotidianamente, soprattutto sugli arresti di massa e le uccisioni extragiudiziali che sono seguite alla repressione delle proteste nel paese.

Come ho già detto, noi siamo tutti insieme in tutto questo e non dobbiamo lasciare il popolo iraniano al suo destino, mentre il regime lo combatte con forze paramilitari, proiettili, arresti di massa e intimidazioni. Perciò il mio messaggio all’UE e ai suoi stati membri è: “E’ arrivato il momento di stare al fianco del popolo iraniano, perché il giorno in cui distruggerà le radici del fondamentalismo in Iran, la libertà, l’uguaglianza e la democrazia faranno un grosso balzo in avanti in tutto il mondo ”.

Grazie

Cliccare qui per essere indirizzati al sito del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

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