Arriva l’ok del Governo all’ordine del giorno sul personale della Santa Teresa spa

Ho incassato quest’oggi l’ok del Governo all’ordine del giorno per salvare, di fatto, il personale della società in house della Provincia di Brindisi “Santa Teresa Spa” mediante il riassorbimento negli enti locali del territorio.

Ho impegnato il governo a “valutare l’opportunità di adottare iniziative idonee affinché gli enti locali della provincia di Brindisi siano tenuti ad avviare, entro il 31 agosto 2016, procedure selettive per titoli ed esami” finalizzate all’assunzione a tempo indeterminato del personale “Santa Teresa” che abbia maturato, alla data in vigore della presente legge di conversione del decreto legge 24 giugno 2016 numero 113 (misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio), almeno tre anni di servizio non continuativi e per il quale sia stata aperta la procedura di mobilità”

Ho portato a casa il miglior risultato possibile in qualità di parlamentare, costringendo il Governo ad assumere gli impegni descritti nel mio ordine del giorno, ma ora tocca al presidente della Provincia Maurizio Bruno, a quello della Regione Michele Emiliano e al Pd pressare i loro danti causa a Roma e raccogliere i frutti del mio lavoro al servizio del territorio: se non ci riescono, prendano atto di essere totalmente ininfluenti e ne traggano le dovute conseguenze.

Clicca per leggere il testo integrale dell’ordine del giorno

Legge europea. Intervento in aula in difesa dell’olio italiano

L’atteggiamento sconsiderato di Renzi e del suo Pd nel bocciare tutte le proposte di modifica alla Legge europea, danneggia inesorabilmente l’intero comparo olivicolo, compromettendo la redditività del settore ma, soprattutto, la qualità e la salubrità del prodotto a totale discapito del consumatore.

Nei mesi scorsi, ho presentato una serie di possibili soluzioni finalizzate a tutelare l’olio italiano nel triennio comunitario 2015-2018. Soluzioni che in un primo momento sono state recepite dalla Camera, ma che sono saltate totalmente in occasione del voto sulla Legge europa.

In particolare, avevo suggerito migliorie per quanto concerne l’obbligo di analisi chimico-fisiche e organolettiche, in modo da introdurre il dovere d’indicare in etichetta lo stato di ossidazione dell’olio stesso insieme con l’annata di raccolta. Ciò avrebbe sbarrato la strada a quanto recentemente stabilito dall’UE, e cioè il termine minimo di conservazione non superiore ai 18 mesi per l’olio d’oliva, termine che potrà essere indicato arbitrariamente da ciascun produttore penalizzando la qualità del prodotto e gravando sulla stessa salute dei consumatori.

L’olio, infatti, invecchiando perde progressivamente le sue qualità e quelle caratteristiche organolettiche (polifenoli, antiossidanti e vitamine) che lo rendono un alimento salutare: in sostanza, autorizzando una conservazione minima di 18 mesi si consentirebbe il riciclo di oli datati destinati a giungere in modo fraudolento sulle nostre tavole.

Contando anche sul supporto delle Organizzazioni del settore continuerò a battermi per impedire che gli olivicoltori siano ancora bistrattati e mortificati da politiche così miopi: è inammissibile che Renzi e questo Pd non siano capaci di tutelare gli interessi dei propri connazionali in ambito UE. Non si tratta di protezionismo, ma di salvare un comparto economico fondamentale del Made in Italy e di preservare la nostra salute.

Ho interrogato il Ministro Padoan in merito al taglio del 150% ai trasferimenti destinati alla Provincia di Brindisi

Ho chiesto al Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, informazioni circa la decisione di tagliare del 150% i trasferimenti destinati alla Provincia di Brindisi soprattutto in vista della grave situazione che ne scaturirà.

Clicca per leggere il testo integrale dell’interrogazione

SCUOLA. PROGRAMMA TRASPARENZA, ARRIVA L’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DELL’ON. CIRACì

Tratto da Scuola e Amministrazione e Eduscuola.eu, n. 6, Giugno 2016

 

Non più di un mese fa, mentre tutte le scuole erano in procinto di adottare il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità (PTTI), ci eravamo lasciati con un contributo che, preannunciando la pubblicazione di un nuovo Decreto Legislativo (il FOIA), ci spingeva a chiederci:  Questo PTTI s’ha da fare o non s’ha da fare?

Infatti, alla data in cui si scriveva, 23 maggio 2016, si prendeva atto di un obbligo al 30 maggio 2016 di adozione del PTTI, derivato dallaDelibera ANAC n. 430 del 13/04/2016, e delle due possibilità che si sarebbero potute verificare se il Decreto FOIA (approvato il 16 maggio scorso dal Consiglio dei Ministri) fosse stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale prima del 30 maggio 2016 o, al contrario, non fosse stato pubblicato entro tale data.

Le valutazioni che feci in quel contributo  tennero ovviamente conto di quelle che erano e sono le basilari norme di diritto in Italia oltre ai tempi di adeguamento alla nuova norma che lo stesso Decreto FOIA prevedeva nelle disposizioni transitorie di cui all’art. 42 (i famosi 6 mesi). Così, si ebbe ad affermare che:1)  se i Decreto fosse stato pubblicato in G.U. entro il 30 maggio e, per espressa previsione del testo normativo, l’effetto fosse stato immediato, le Scuole non avrebbero avuto l’obbligo di adottare il PTTI (si disse in questo caso:PTTI non s’ha da fare);  2) se al contrario tutto ciò fosse stato traslato oltre quella stessa data, prescritta dall’intervento regolatorio dell’ANAC, le scuole avrebbero avuto l’obbligo di adottare il Programma sulla trasparenza (si disse in questo caso: PTTI s’ha da fare) pur nella consapevolezza che gli effetti non potevano più essere validi per il triennio, ma fino al periodo in cui continuava a produrre i suoi effetti  l’articolo 10 del D.Lgs n. 33/2013.

Questo a mio avviso era l’unico modo di ragionare in termini giuridici, ancor più perché il 30 maggio segnava anche la data entro cui, sempre in base alle stesse linee Guida ANAC, gli USR dovevano predisporre ed adottare il PTPC (Piano anticorruzione). Infatti, le medesime Linee Guida ANAC spostavano di qualche mese, al 1° di settembre 2016, solo il termine per l’attuazione delle misure previste nei PTPC e nei PTTI , quindi non dell’adozione.

Premetto che il frutto del ragionamento esulava da ogni considerazione personale sull’opportunità che le scuole, ancora una volta, fossero coinvolte in un lavoro che poteva essere demolito il giorno dopo (per effetto ancor più di una norma che stava nascendo prima ancora della pubblicazione della Delibera ANAC già citata), in quanto non era quella la sede per discuterne.

Anche oggi si rimanda alle sedi opportune ogni discussione derivante da ovvie criticità sull’argomento continuando, invece, a dare voce ai fatti.

Fatti che mettono in evidenza un modus operandi dal quale ne è scaturito un’interrogazione parlamentare (n. 4/134058). Un’interrogazione a risposta scritta che pone in essere non poche perplessità e richieste di chiarimento al MIUR per aver, con  lettera n. 1708 del 27 maggio 2016, comunicato la sospensione dell’adozione del PTTI da parte delle istituzioni scolastiche ed invitato gli Uffici Scolastici Regionali (USR) a darne comunicazione alle stesse.

L’interrogazione è a firma degli onorevoli Nicola Ciracì (primo firmatario), Roberto Marti, Gianfranco Giovanni Chiarelli, Cosimo Latronico, Antonio Distaso, Rocco Palese, Trifone Altieri eFrancesco Benedetto Fucci, tutti del gruppo Misto Conservatori e Riformisti.

Nella seduta dell’8 giugno scorso (n. 634) i citati onorevoli, dopo una lunga premessa che riassume la norma, hanno chiesto al MIUR di chiarire in base a quali presupposti normativi, prima ancora che un Decreto Legislativo produca i suoi effetti, i capi del Dipartimento abbiano potuto comunicare alle scuole la sospensione del PTTI.

Altro ancora nell’interrogazione, che si allega, viene chiesto al MIUR, ma il nodo della questione, ad oggi, rimane ancora da sciogliere (il MIUR non ha ancor risposto).

Intanto, sappiamo che, dopo la sospensione, gli USR hanno fissato un nuova scadenza (30 giugno 2016) e, ad eccezion fatta di alcune regioni (ad esempio USR della Sardegna- vedasi nota prot. N.AOODRSA 9805  del  14 giugno 2016), molti uffici scolastici regionali hanno invitato le scuola, attraverso puntuali circolari, ad adottare un “Programma della Trasparenza Baby” (semestrale), cioè che tiene conto del periodo dilatatorio previsto dall’articolo 42 delDecreto legislativo, 25/05/2016 n° 97 (G.U. 08/06/2016) e che entrerà di fatto in vigore il 23 giugno 2016.

Si tratta, lo ribadiamo, di un Decreto Legislativo che introduce il meccanismo dell’accesso civico sullo stampo del “Freedom of Information Act” (FOIA).

Concludo questo intervento rispondiamo a chi aveva buttato ai 4 venti che il Programma sulla Trasparenza non si doveva fare, che invece, come avevo giustamente prospettato, in questo periodo transitorio, baby o non baby, s’ha da fare e a mio avviso, visto come sono andate le cose, continuo a sostenere che si doveva fare entro il30 maggio 2016, anche se l’ANAC, alla fine, rispondendo al miur MIUR con una nota del 01/06/2016 prot. n. 87268, condividendo il differimento del PTCP al 30 giugno 2016, ha condiviso anche il differimento al 30 giugno 2016 del PTTI.

È bene chiarire, ancora, che del Programma Trasparenza semestrale (battezzato baby) e che molte scuole sono in procinto di adottare entro il 30 giugno 2016, nel nuovo Decreto Legislativo 97/2016 non vi è traccia, quindi, ancora una volta: siamo sicuri che, secondo il dettame legislativo attualmente in vigore, stiamo percorrendo la giusta strada?

Concludo dicendo che con il nuovo Decreto Lgs 97/2016 viene confermato che le due figure del Responsabile Anticorruzione e del Responsabile Trasparenza collimeranno nell’unica persona responsabile di ambedue gli ambiti, di conseguenza le due funzioni verranno attribuite all’unico dirigete dell’Ufficio Scolastico Regionale di pertinenza.

 

di Agata Scarafilo

 

Clicca per leggere il testo integrale dell’interrogazione

Musica, rilanciamola con cinque scuole speciali per “talenti” dai 6 ai 18 anni. La mia intervista su La tecnica della scuola

La mia intervista su La tecnica della scuola

Nuovi licei musicali e riforma dei conservatori, più in generale dell’Afam, sono temi sempre più dibattuti.

Negli ultimi mesi, infatti, la formazione musicale e artistica ha vissuto periodi alterni: prima, il rilancio, anche attraverso la Legge 107/2015, poi le polemiche per il pasticcio sulle classi di concorso dei licei musicali. Ma, soprattutto, siamo in attesa dell’annunciata riforma dell’intero settore.

Ne abbiamo parlato con l’onorevole Nicola Ciracì (nella foto), dei Conservatori e Riformisti, promotore dell’intergruppo parlamentare TFA e presidente del Conservatorio Tito Schipa di Lecce.

 

Onorevole Ciracì, lei è presidente del Conservatorio di Lecce e sta seguendo da vicino le tematiche della riforma dell’Afam. Quali sono le priorità da introdurre con la riforma, per risollevare il settore?

La priorità è indubbiamente la creazione di un sistema misto con fondi Miur, Mibact e privati che seguano, come dice il ministro, il modello francese. Ma che lo potenzino anche, accorpando conservatori a livello regionale ed extra regionale, lavorando su completamento dell’autonomia, riduzione organico con incentivi al pensionamento e reclutamento nuovi docenti con regole certe e uniche nazionali.

È indispensabile creare una nuova governance degli istituti, che però non può seguire la logica corporativa del “rettore” eletto in casa, ma lo indichi tra soggetti con esperienza nella gestione della pubblica amministrazione iscritti in un apposito albo ministeriale.

 

Tra le intenzioni del Governo, c’è quella di ricostruire tutta la filiera artistico musicale, ma anche introdurre corsi propedeutici di durata limitata, dando la possibilità ai talenti di accedere in età precoce: si trova d’accordo con tali proposte?

Sono stato il primo presidente ad introdurre con entusiasmo i corsi pre-accademici: pertanto, ritengo positivo introdurre istituti musicali comunali, o meglio di area vasta, per gli studenti tra i 6 e i 13 anni a cui dedicare importanti borse di studio.

Di recente, il sottosegretario all’Istruzione Angela d’Onghia ha dichiarato che è giunto il momento di ridefinire “gli standard di competenze da accertare per accogliere le iscrizioni ai Conservatori”: cosa propone a tal proposito?

Non può esistere uno standard di competenze nella musica se l’età di soglia è fissa. Mi spiego: a 14 anni non si può essere un cantante o un sassofonista, ma si è già un gran pianista. Dunque lo standard è da legare all’età: ma come si può superare il fattore età in un sistema scolastico ‘fisso’ come il nostro?

 

Ha qualche proposta in merito?

Io dico: fate tre-cinque scuole speciali per “talenti” musicali in tutta Italia. Facciamo dei college dove i ragazzi possano vivere senza dover viaggiare e perdere tempo, e facciamole aperte a tutte le età: dai 6 ai 18 anni. Attorno a queste scuole speciali, però, servirebbe una struttura scolastica agile e duttile, in grado di seguire questi talenti come gli istitutori di una volta. E vediamo se fra dieci anni non siamo i migliori del mondo.

 

In Italia esistono oggi 58 conservatori statali: i docenti assunti che vi operano sono meno di 5mila, in media 86 per conservatorio. Sono sufficienti a coprire le esigenze dei territori?

Credo che dovremmo concludere la fase del precariat , riconoscere un doppio canale ai tieffini che di fatto hanno già superato un concorso. È’ impensabile avere organici fermi al 1999. Nessun sistema formativo può essere esente dalla necessità di rinnovarsi.

 

C’è chi reclama anche la revisione dei parametri di accesso alla docenza nei conservatori: che ne pensa?

Il nuovo reclutamento dovrebbe avvenire con concorso per conservatorio nazionale: ne basterebbero cinque o sei per l’intera nazione. Bisogna ritornare a premiare competenza e meritocrazia, se si vuole tenere il passo degli altri. La questione cruciale comunque è l’internalizzazione delle istituzioni in collaborazione con il ministero degli Affari Esteri e l’Istituto di Cultura italiana, ma anche aziende e imprese tricolori presenti soprattutto in Asia. È arrivato il tempo di far sbarcare Conservatori e accademie a Pechino o Seul: d’altronde l’Afam è la vera bandiera del Made in Italy.

 

Alessandro Giuliani

Ciraci (CoR)Le primarie dei moderati,una vittoria di Brindisi

Di seguito un articolo tratto da PugliaTv  con le mie dichiarazione sulle primarie di Brindisi

«Una grande festa democratica, davvero democratica, che si è svolta nella massima correttezza: questo sono state le prime elezioni prima nella storia dei moderati per la scelta del candidato sindaco di Brindisi».

Lo dichiara, entusiasta, l’onorevole Nicola Ciracì (CoR – Conservatori e Riformisti) a margine di una giornata che ha visto protagonisti sia i tre candidati della Grande coalizione – Pietro Guadalupi per CoR, Vincenzo Boccuni per Impegno Sociale e Angela Carluccio per Noi Centro – sia soprattutto i brindisini, che finono alle 20 si sono recati in massaalle urne, ciascuno nel rispettivo quartiere di residenza.

«Si è trattato di primarie autentiche – aggiunge il deputato che, così come il suo leader Raffaele Fitto, ha fortemente premuto sin dal principio per questo strumento – anche perché hanno votato a migliaia solo ed esclusivamente cittadini residenti a Brindisi. Nessun cinese – ironizza sarcastico, ricordando le ultime primarie del Pd a Milano – tanto per intenderci».

«I primi dati – prosegue – ci testimoniano una partecipazione che è andata anche al di là delle nostre più rosee previsioni, segno tangibile che la gente ha apprezzato la nostra idea di coinvolgerla nella scelta del suo candidato sindaco ideale».

«Ora non ci resta che attendere qualche ora per conoscere il nominativo del vincitore – conclude – nella consapevolezza che, chiunque avrà avuto la meglio, questo è stato soltanto l’inizio: la coalizione dei moderati è forte e determinata e si muove compatta solo ed esclusivamente con l’intento di restituire la città di Brindisi ai brindisini».

Responsabilità medica: parte una buona riforma

Comunicato stampa sul lavoro svolto in XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, in relazione al testo per la riforma delle professione sanitarie.

[su_document url=”http://www.nicolaciraci.it/wp-content/uploads/2015/12/brindisilibera.it-ROMA-On-Nicola-Ciracì-Conservatori-e-Riformisti-Responsabilità-medica-parte-una-buona-riforma.pdf”]

Legge di Stabilità- Inail, lettera del Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza

Di seguito la lettera ricevuta dal Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Inail, come apprezzamento del lavoro svolto per la presentazione degli emendamenti sul danno biologico alla Legge di Stabilità.

“CONSIGLIO DI INDIRIZZOE VIGILANZA

IL PRESIDENTE

Gentile Onorevole Nicola Ciracì,

analizzando gli emendamenti presentati al disegno di legge 3444 (Legge di stabilità 2016) ho apprezzato l’impegno su questo tema, che sana un vuoto normativo del decreto legislativo n. 38/2000 e colma una palese disparità nella tutela del potere di acquisto delle prestazioni indennitarie INAIL rispetto a quelle che, nei casi di infortuni non da lavoro, devono erogare le assicurazioni private.

Nel ringraziare, sono certo dell’impegno a monitorare l’iter valutativo delle proposte di novazione normativa ricordando, ancora una volta, la sostenibilità delle stesse in relazione ad una marcata contrazione della spesa complessiva per le rendite, dovuta all’attuazione del dettato del d.lgs. n. 38/2000.

Partecipandomi ogni evoluzione delle proposte, mi impegno ad informare i Comitati INAIL territoriali.

A disposizione per ogni chiarimento.

Francesco Rampi”

 

La mia intervista sul Nuovo Quotidiano di Puglia

“Qui manca la classe dirigente; Brindisi è lontana dalla provincia.

Dal parlamentare del centrodestra riflessioni sul momento attuale: «Serve uno shock: a certe candidature occorrerebbe dire di no». 

[su_document url=”http://www.nicolaciraci.it/wp-content/uploads/2015/12/intervista-Ciracì.pdf”]

Clicca per leggere la mia intervista
 

Lettera Cavalieri del Tao su emendamento 25.75

Riportiamo di seguito la lettera ricevuta dall’Associazione particolarmente attiva nell’alleviare le sofferenze dei Thalidomidici Cavalieri del Tao, a seguito dell’emendamento 25.75 presentato alla Legge di Stabilità dai parlamentari dei Conservatori e Riformisti, finalizzato al riconoscimento del giusto indennizzo anche per gli affetti da talidomide nati negli anni 1958 e 1966, e non solo per i nati nel periodo 1959-1965.

Gentili Onorevoli,

On. Ciracì Nicola, On. Fucci Benedetto, On. Altieri Trifone, On. Bianconi Maurizio, On. Capezzone Daniele, On. Chiarelli Gianfranco Giovanni, On. Corsaro Massimo Enrico, On. Latronico Cosimo, On. Palese Rocco

Vi siamo grati per la presentazione dell’emendamento 25.75.

Gli sforzi degli Onorevoli in Commissione Affari Sociali  per arrivare ad approvare la modifica della disposizione previgente, estendendola anche agli anni 1958 e 1966 sono stati notevoli e non di meno le difficoltà incontrate per la copertura finanziaria in commissione Bilancio.

Nella precedente Legislatura, l’onorevole Benedetto Fucci, per ovviare a questa ingiustizia aveva presentato una proposte di legge – discussa e sostenuta in Commissione Affari Sociali nel corso della XVII Legislatura, con il sostegno dell’on. Ciracì, ed attualmente in esame presso il Senato-.

É importante che venga riconosciuto il supporto a tutti i neonati che abbiano subito conseguenze dall’uso del farmaco.

Vi ringraziamo nuovamente per il Vs impegno e Vi chiediamo di fare tutto quello che è nelle vostre facoltà affinché la modifica per il 1958 e il 1966 possa entrare in vigore con la legge di stabilità 2016.

Michela Guadagnini

Presidente Associazione”

 

Clicca per visualizzare il testo dell’emendamento 25.75