Arriva l’ok del Governo all’ordine del giorno sul personale della Santa Teresa spa

Ho incassato quest’oggi l’ok del Governo all’ordine del giorno per salvare, di fatto, il personale della società in house della Provincia di Brindisi “Santa Teresa Spa” mediante il riassorbimento negli enti locali del territorio.

Ho impegnato il governo a “valutare l’opportunità di adottare iniziative idonee affinché gli enti locali della provincia di Brindisi siano tenuti ad avviare, entro il 31 agosto 2016, procedure selettive per titoli ed esami” finalizzate all’assunzione a tempo indeterminato del personale “Santa Teresa” che abbia maturato, alla data in vigore della presente legge di conversione del decreto legge 24 giugno 2016 numero 113 (misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio), almeno tre anni di servizio non continuativi e per il quale sia stata aperta la procedura di mobilità”

Ho portato a casa il miglior risultato possibile in qualità di parlamentare, costringendo il Governo ad assumere gli impegni descritti nel mio ordine del giorno, ma ora tocca al presidente della Provincia Maurizio Bruno, a quello della Regione Michele Emiliano e al Pd pressare i loro danti causa a Roma e raccogliere i frutti del mio lavoro al servizio del territorio: se non ci riescono, prendano atto di essere totalmente ininfluenti e ne traggano le dovute conseguenze.

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Intesa con l’Ambasciatore afghano su Negin

(AGI) – Roma, 13 lug. – “Ho avuto il piacere di riscontrare una intesa d’intenti con l’Ambasciatore dell’Afghanistan in Italia, Waheed Omer, quest’oggi, sull’iniziativa comune che intendiamo portare avanti e che ci portera’ presto ad avere in Italia la giovane musicista afghana Negin Khpalwak, la cui storia di musica e d’amore e’ giusto che venga conosciuta e raccontata, come esempio di liberta’-áe di cultura”. Cosi’ Nicola Ciraci’ (parlamentare dei Conservatori e Riformisti) intervenendo oggi alla Camera dei Deputati in occasione della conferenza stampa per presentare l’iniziativa “Sosteniamo Negin Khpalwak: Donna simbolo di amore per la liberta’ e per la musica”. “Ci crediamo davvero che questa occasione – ha aggiunto – che ha riscosso adesioni e consenso trasversali, oltre che vivo entusiasmo, possa avere un seguito col Ministro della Pubblica istruzione e la presidente della Camera Boldrini. L’idea emersa oggi, condivisa da tutti i presenti e che intendiamo portare avanti, e’ quella di ospitare, magari in un concerto proprio qui alla Camera dei Deputati, Negin e le ragazze della ‘Zohra Orchestra’ dell’Afghanistan National Institute for Music Women, da lei diretta. Un progetto a cui tengo, e a cui spero fara’-á seguito anche un piu’ ampio gemellaggio simbolico fra i conservatori italiani e quelli afghani, perche’ credo che queste iniziative possano ambire non solo ad avvicinare due mondi, in apparenza cosi’ distanti, ma soprattutto contribuire a far riscoprire il valore della liberta’-áe dell’uguaglianza di diritti , di cui l’arte e la musica in particolare sono massima espressione”, ha concluso Ciraci’. Alla conferenza stampa hanno preso parte anche Luigi Berlinguer, presidente del Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della Musica e del Comitato per lo sviluppo della Cultura scientifica e tecnologica, Giovanni Cannata, rettore dell’Universitas Mercatorum e presidente della Conferenza dei Presidenti dei Conservatori di Musica italiani.

Legge europea. Intervento in aula in difesa dell’olio italiano

L’atteggiamento sconsiderato di Renzi e del suo Pd nel bocciare tutte le proposte di modifica alla Legge europea, danneggia inesorabilmente l’intero comparo olivicolo, compromettendo la redditività del settore ma, soprattutto, la qualità e la salubrità del prodotto a totale discapito del consumatore.

Nei mesi scorsi, ho presentato una serie di possibili soluzioni finalizzate a tutelare l’olio italiano nel triennio comunitario 2015-2018. Soluzioni che in un primo momento sono state recepite dalla Camera, ma che sono saltate totalmente in occasione del voto sulla Legge europa.

In particolare, avevo suggerito migliorie per quanto concerne l’obbligo di analisi chimico-fisiche e organolettiche, in modo da introdurre il dovere d’indicare in etichetta lo stato di ossidazione dell’olio stesso insieme con l’annata di raccolta. Ciò avrebbe sbarrato la strada a quanto recentemente stabilito dall’UE, e cioè il termine minimo di conservazione non superiore ai 18 mesi per l’olio d’oliva, termine che potrà essere indicato arbitrariamente da ciascun produttore penalizzando la qualità del prodotto e gravando sulla stessa salute dei consumatori.

L’olio, infatti, invecchiando perde progressivamente le sue qualità e quelle caratteristiche organolettiche (polifenoli, antiossidanti e vitamine) che lo rendono un alimento salutare: in sostanza, autorizzando una conservazione minima di 18 mesi si consentirebbe il riciclo di oli datati destinati a giungere in modo fraudolento sulle nostre tavole.

Contando anche sul supporto delle Organizzazioni del settore continuerò a battermi per impedire che gli olivicoltori siano ancora bistrattati e mortificati da politiche così miopi: è inammissibile che Renzi e questo Pd non siano capaci di tutelare gli interessi dei propri connazionali in ambito UE. Non si tratta di protezionismo, ma di salvare un comparto economico fondamentale del Made in Italy e di preservare la nostra salute.

Uno spiraglio per i tieffini

All’indomani dell’incontro di mercoledì 23 settembre con il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, abbiamo fissato per la mattinata del 1 ottobre la prima riunione dell’Intergruppo parlamentare TFA -Tirocini Formativi Attivi-.

Per trovare soluzioni idonee e risolutive da mettere in campo, dialogheremo insieme al senatore Mario Mauro con coloro che  hanno già aderito all’Intergruppo e con quanti decideranno di farlo intervenendo in questa occasione, presso la Sala Aldo Moro di Montecitorio, a partire dalle ore 9.00.

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Convegno TFA, Roma 22 luglio

Mercoledì 22 luglio, dalle ore 10.00, interverrò al convegno Tieffino che si terrà a Montecitorio presso la Sala della Regina.

I docenti abilitati con percorso selettivo Tfa Ordinario si sentono fortemente discriminati in quanto selezionati (con triplice prova) su fabbisogno regionale dei pensionamenti, formati nella prospettiva di posti contingentati e poi esclusi da una riforma che crea una obiettiva discriminante tra abilitati solo in basa all’anno in cui si è conseguito il titolo.

Gli abilitati con percorso selettivo Tfa hanno subito una progressiva deformazione del proprio percorso a partire dall’esclusione dal concorso 2012, dalla creazione dei percorsi riservati Pas (che hanno fatto saltare il principio del fabbisogno inflazionando l’abilitazione) e dal mancato riconoscimento della specificità di un titolo selettivo che non riconosce il beneficio dei posti calcolati sul fabbisogno dei pensionamenti.

Una stratificazione di norme, e scelte poco rispettose della specificità del percorso Tfa, hanno di fatto leso le legittime aspettative di questi docenti meritevoli ed esclusi.