Intesa con l’Ambasciatore afghano su Negin

(AGI) – Roma, 13 lug. – “Ho avuto il piacere di riscontrare una intesa d’intenti con l’Ambasciatore dell’Afghanistan in Italia, Waheed Omer, quest’oggi, sull’iniziativa comune che intendiamo portare avanti e che ci portera’ presto ad avere in Italia la giovane musicista afghana Negin Khpalwak, la cui storia di musica e d’amore e’ giusto che venga conosciuta e raccontata, come esempio di liberta’-áe di cultura”. Cosi’ Nicola Ciraci’ (parlamentare dei Conservatori e Riformisti) intervenendo oggi alla Camera dei Deputati in occasione della conferenza stampa per presentare l’iniziativa “Sosteniamo Negin Khpalwak: Donna simbolo di amore per la liberta’ e per la musica”. “Ci crediamo davvero che questa occasione – ha aggiunto – che ha riscosso adesioni e consenso trasversali, oltre che vivo entusiasmo, possa avere un seguito col Ministro della Pubblica istruzione e la presidente della Camera Boldrini. L’idea emersa oggi, condivisa da tutti i presenti e che intendiamo portare avanti, e’ quella di ospitare, magari in un concerto proprio qui alla Camera dei Deputati, Negin e le ragazze della ‘Zohra Orchestra’ dell’Afghanistan National Institute for Music Women, da lei diretta. Un progetto a cui tengo, e a cui spero fara’-á seguito anche un piu’ ampio gemellaggio simbolico fra i conservatori italiani e quelli afghani, perche’ credo che queste iniziative possano ambire non solo ad avvicinare due mondi, in apparenza cosi’ distanti, ma soprattutto contribuire a far riscoprire il valore della liberta’-áe dell’uguaglianza di diritti , di cui l’arte e la musica in particolare sono massima espressione”, ha concluso Ciraci’. Alla conferenza stampa hanno preso parte anche Luigi Berlinguer, presidente del Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della Musica e del Comitato per lo sviluppo della Cultura scientifica e tecnologica, Giovanni Cannata, rettore dell’Universitas Mercatorum e presidente della Conferenza dei Presidenti dei Conservatori di Musica italiani.

Legge europea. Intervento in aula in difesa dell’olio italiano

L’atteggiamento sconsiderato di Renzi e del suo Pd nel bocciare tutte le proposte di modifica alla Legge europea, danneggia inesorabilmente l’intero comparo olivicolo, compromettendo la redditività del settore ma, soprattutto, la qualità e la salubrità del prodotto a totale discapito del consumatore.

Nei mesi scorsi, ho presentato una serie di possibili soluzioni finalizzate a tutelare l’olio italiano nel triennio comunitario 2015-2018. Soluzioni che in un primo momento sono state recepite dalla Camera, ma che sono saltate totalmente in occasione del voto sulla Legge europa.

In particolare, avevo suggerito migliorie per quanto concerne l’obbligo di analisi chimico-fisiche e organolettiche, in modo da introdurre il dovere d’indicare in etichetta lo stato di ossidazione dell’olio stesso insieme con l’annata di raccolta. Ciò avrebbe sbarrato la strada a quanto recentemente stabilito dall’UE, e cioè il termine minimo di conservazione non superiore ai 18 mesi per l’olio d’oliva, termine che potrà essere indicato arbitrariamente da ciascun produttore penalizzando la qualità del prodotto e gravando sulla stessa salute dei consumatori.

L’olio, infatti, invecchiando perde progressivamente le sue qualità e quelle caratteristiche organolettiche (polifenoli, antiossidanti e vitamine) che lo rendono un alimento salutare: in sostanza, autorizzando una conservazione minima di 18 mesi si consentirebbe il riciclo di oli datati destinati a giungere in modo fraudolento sulle nostre tavole.

Contando anche sul supporto delle Organizzazioni del settore continuerò a battermi per impedire che gli olivicoltori siano ancora bistrattati e mortificati da politiche così miopi: è inammissibile che Renzi e questo Pd non siano capaci di tutelare gli interessi dei propri connazionali in ambito UE. Non si tratta di protezionismo, ma di salvare un comparto economico fondamentale del Made in Italy e di preservare la nostra salute.

Ho interrogato il Ministro Padoan in merito al taglio del 150% ai trasferimenti destinati alla Provincia di Brindisi

Ho chiesto al Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, informazioni circa la decisione di tagliare del 150% i trasferimenti destinati alla Provincia di Brindisi soprattutto in vista della grave situazione che ne scaturirà.

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L’On. Ciracì minaccia d’incatenarsi a un albero: «Il Governo Renzi se ne frega dei nostri ulivi e del nostro olio: come se non bastasse la Xylella»

«Il Governo se ne infischia delle nostre produzioni tipiche, mortifica e svende la nostra agricoltura, come se non bastasse già la Xylella: continuerò a combattere questa battaglia, anche a costo d’incatenarmi a un albero d’ulivo».

È quanto dichiara l’onorevole Nicola Ciracì (CoR) all’indomani del respingimento, da parte della Camera, di tutti gli emendamenti presentati alla Legge delega europea riguardo il comparto olivicolo.

«L’atteggiamento sconsiderato di Renzi e del suo Pd di bocciare tutte le proposte di modifica – commenta Ciracì – danneggia inesorabilmente l’intero comparo olivicolo, compromettendo la redditività del settore ma, soprattutto, la qualità e la salubrità del prodotto a totale discapito del consumatore».

Nei mesi scorsi, Ciracì aveva presentato tutta una serie di possibili soluzioni finalizzate a tutelare l’olio italiano nel triennio comunitario 2015-2018. Soluzioni che in un primo momento erano state recepite dalla Camera, ma che ieri sono saltate. In particolare, il deputato aveva suggerito migliorie per quanto concerne l’obbligo di analisi chimico-fisiche e organolettiche, in modo da introdurre il dovere d’indicare in etichetta lo stato di ossidazione dell’olio stesso insieme con l’annata di raccolta.

«Ciò – dichiara l’onorevole – avrebbe sbarrato la strada a quanto recentemente stabilito dall’UE, e cioè il termine minimo di conservazione non superiore ai 18 mesi per l’olio d’oliva, termine che potrà essere indicato arbitrariamente da ciascun produttore penalizzando la qualità del prodotto e gravando sulla stessa salute dei consumatori».

«L’olio – spiega – invecchiando perde progressivamente le sue qualità e quelle caratteristiche organolettiche (polifenoli, antiossidanti e vitamine) che lo rendono un alimento salutare: in sostanza, autorizzando una conservazione minima di 18 mesi consentirebbe il riciclo di oli datati destinati a giungere in modo fraudolento sulle nostre tavole».

«Contando anche sul supporto delle Organizzazioni del settore – prosegue – continuerò a battermi per impedire che gli olivicoltori siano ancora bistrattati e mortificati da politiche così miopi: è inammissibile che Renzi e questo Pd non siano capaci di tutelare gli interessi dei propri connazionali in ambito UE».

«Qui non si tratta di protezionismo, ma di salvare un comparto economico fondamentale del Made in Italy e di preservare la nostra salute: se questo è l’approccio remissivo di questo Governo, cosa accadrà quando tra qualche mese si dovrà discutere di TTIP? Chi sosterrà e proteggerà tutte le nostre eccellenze, le Doc e le Igp sparse sul territorio nazionale?»

«Domani stesso – conclude – scriverò a tutti i sindaci del Brindisino per chiedere loro sostegno in un contesto che oggi è ancora più mortificante a causa del proliferare della Xylella fastidiosa anche in aree prima ritenute “sicure”: contingenza, questa, che rende ancora più necessario creare un fronte comune in difesa delle nostre produzioni tipiche senza stare a soffermarsi troppo sulle differenze ideologiche o di schieramento».

Leggi anche l’articolo su Nuovo Quotidiano di Puglia

Un successo il concerto solidale della “Swing Big Band”, Ciracì: «Questa è la strada giusta»

«Siamo riusciti a unire, in un’unica e indimenticabile serata, la magia della musica, la bellezza del nostro territorio e la solidarietà, facendo sintesi tra alcune delle nostre eccellenze».

Commenta così l’onorevole Nicola Ciracì (CoR), presidente del Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, l’ottima riuscita del concerto della “Swing Big Band”, andato in scena domenica scorsa presso Masseria Beneficio a Ceglie Messapica.

Numerose e qualificate le presenze, su tutte quella del sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, senatrice Angela D’Onghia, di Sua Eccellenza il prefetto di Brindisi, Annunziato Vardè, del questore Roberto Gentile, del comandante della compagnia carabinieri di San Vito dei Normanni, capitano Diego Ruocco.

Nel corso della serata, condotta da Nicla Pastore e caratterizzata dalla frizzanti note dell’orchestra swing del “Tito Schipa” , è stata anche premiata la professoressa Flavia Gervasi, cegliese d’origine e docente di Musicologia presso l’università di Montreal in Canada.

Sono poi state assegnate all’asta da un battitore d’eccezione, il giornalista Walter Baldacconi, una bottiglia di vino con etichetta unica, realizzata dall’artista Ercole Pignatelli e donata dal produttore Claudio Quarta, una stampa offerta dallo storico locale Michele Ciracì e una ceramica messa a disposizione da Nicola Fasano di Grottaglie.

L’intero ricavato dell’iniziativa è stato devoluto all’Unità operativa complessa di Oncologia dell’ospedale “Antonio Perrino” di Brindisi, diretta dal professor Saverio Cinieri.

«Il considerevole successo ottenuto – conclude Ciracì – e l’affluenza di pubblico, la maggior parte del quale qualificato, ci conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che la strada intrapresa dal Conservatorio è quella giusta: riscontri come quello dell’altra sera non devono però farci adagiare sugli allori, ma essere da sprone per continuare a seguire la via maestra della cultura, della bellezza e dell’eccellenza, coniugando la nostra arte alle peculiarità di un territorio che attende solo di essere valorizzato a dovere».

 

Tratto da Lo Strillone

Tito Schipa in volo. Un po’ di Chopin in attesa dell’imbarco

Si è aperto ieri nell’area check-in dell’Aeroporto del Salento di Brindisi il ciclo “Tito Schipa in volo”, promosso da Aeroporti di Puglia in partnership con il conservatorio di musica “Tito Schipa” di Lecce. Sei appuntamenti per dare un nuovo palcoscenico ai giovani talenti e ai docenti del conservatorio e per offrire ai viaggiatori un’occasione di divertimento.
Ad inaugurare l’iniziativa il maestro Valeria Vetruccio, docente e pianista di chiara fama definita dal quotidiano statunitense The Wall Street Journal “un’avvincente combinazione di vitalità e precisione tecnica”. Il romanticismo di Chopin e i ritmi popolari delle composizioni di Granados e Ginastera sono stati i protagonisti di questa prima performance musicale. Seguiranno le esibizioni: “Tito Schipa” Wind Ensemble (27 giugno, ore 11); “Lecce Accordion Project”-trio di fisarmoniche (29 giugno, ore 11); Stanislao Marco Spina-percussioni (1 luglio, ore 12); Alessio Zuccaro-pianoforte (4 luglio ore 11); Giacomo Barriera-pianoforte (6 luglio, ore 11).
“Tito Schipa in volo” prevede, inoltre, il posizionamento per l’intero periodo della manifestazione di un pianoforte a coda nell’area d’ingresso dell’Aeroporto. Lo strumento sarà lasciato a disposizione dei viaggiatori e del pubblico di passaggio: chiunque potrà registrare in tempo reale le proprie performance musicali e condividerle sul profilo social del Conservatorio. Il progetto rappresenta un’occasione per valorizzare le eccellenze e favorire la promozione turistica del territorio pugliese. Turismo e cultura sono il volano per la crescita e lo sviluppo ed è proprio su questo binomio che si fonda questa importante iniziativa fortemente voluta da Giuseppe Acierno, Amministratore Unico di Aeroporti di Puglia, dal maestro Salvatore Stefanelli, Direttore del Conservatorio “Tito Schipa” e dal deputato Nicola Ciracì, presidente dello stesso che dichiara: «La miglior accoglienza possibile per i turisti che scelgono il Salento è la musica. Aeroporti di Puglia dimostra con questa iniziativa grande sensibilità e attaccamento al territorio».
«Aeroporti di Puglia non è nuova a iniziative in campo culturale, tema a cui ha sempre riservato in modo concreto una non comune attenzione», ha dichiarato Giuseppe Acierno Amministratore Unico di Aeroporti di Puglia.

Sabato 25 Giugno 2016

SCUOLA. PROGRAMMA TRASPARENZA, ARRIVA L’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DELL’ON. CIRACì

Tratto da Scuola e Amministrazione e Eduscuola.eu, n. 6, Giugno 2016

 

Non più di un mese fa, mentre tutte le scuole erano in procinto di adottare il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità (PTTI), ci eravamo lasciati con un contributo che, preannunciando la pubblicazione di un nuovo Decreto Legislativo (il FOIA), ci spingeva a chiederci:  Questo PTTI s’ha da fare o non s’ha da fare?

Infatti, alla data in cui si scriveva, 23 maggio 2016, si prendeva atto di un obbligo al 30 maggio 2016 di adozione del PTTI, derivato dallaDelibera ANAC n. 430 del 13/04/2016, e delle due possibilità che si sarebbero potute verificare se il Decreto FOIA (approvato il 16 maggio scorso dal Consiglio dei Ministri) fosse stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale prima del 30 maggio 2016 o, al contrario, non fosse stato pubblicato entro tale data.

Le valutazioni che feci in quel contributo  tennero ovviamente conto di quelle che erano e sono le basilari norme di diritto in Italia oltre ai tempi di adeguamento alla nuova norma che lo stesso Decreto FOIA prevedeva nelle disposizioni transitorie di cui all’art. 42 (i famosi 6 mesi). Così, si ebbe ad affermare che:1)  se i Decreto fosse stato pubblicato in G.U. entro il 30 maggio e, per espressa previsione del testo normativo, l’effetto fosse stato immediato, le Scuole non avrebbero avuto l’obbligo di adottare il PTTI (si disse in questo caso:PTTI non s’ha da fare);  2) se al contrario tutto ciò fosse stato traslato oltre quella stessa data, prescritta dall’intervento regolatorio dell’ANAC, le scuole avrebbero avuto l’obbligo di adottare il Programma sulla trasparenza (si disse in questo caso: PTTI s’ha da fare) pur nella consapevolezza che gli effetti non potevano più essere validi per il triennio, ma fino al periodo in cui continuava a produrre i suoi effetti  l’articolo 10 del D.Lgs n. 33/2013.

Questo a mio avviso era l’unico modo di ragionare in termini giuridici, ancor più perché il 30 maggio segnava anche la data entro cui, sempre in base alle stesse linee Guida ANAC, gli USR dovevano predisporre ed adottare il PTPC (Piano anticorruzione). Infatti, le medesime Linee Guida ANAC spostavano di qualche mese, al 1° di settembre 2016, solo il termine per l’attuazione delle misure previste nei PTPC e nei PTTI , quindi non dell’adozione.

Premetto che il frutto del ragionamento esulava da ogni considerazione personale sull’opportunità che le scuole, ancora una volta, fossero coinvolte in un lavoro che poteva essere demolito il giorno dopo (per effetto ancor più di una norma che stava nascendo prima ancora della pubblicazione della Delibera ANAC già citata), in quanto non era quella la sede per discuterne.

Anche oggi si rimanda alle sedi opportune ogni discussione derivante da ovvie criticità sull’argomento continuando, invece, a dare voce ai fatti.

Fatti che mettono in evidenza un modus operandi dal quale ne è scaturito un’interrogazione parlamentare (n. 4/134058). Un’interrogazione a risposta scritta che pone in essere non poche perplessità e richieste di chiarimento al MIUR per aver, con  lettera n. 1708 del 27 maggio 2016, comunicato la sospensione dell’adozione del PTTI da parte delle istituzioni scolastiche ed invitato gli Uffici Scolastici Regionali (USR) a darne comunicazione alle stesse.

L’interrogazione è a firma degli onorevoli Nicola Ciracì (primo firmatario), Roberto Marti, Gianfranco Giovanni Chiarelli, Cosimo Latronico, Antonio Distaso, Rocco Palese, Trifone Altieri eFrancesco Benedetto Fucci, tutti del gruppo Misto Conservatori e Riformisti.

Nella seduta dell’8 giugno scorso (n. 634) i citati onorevoli, dopo una lunga premessa che riassume la norma, hanno chiesto al MIUR di chiarire in base a quali presupposti normativi, prima ancora che un Decreto Legislativo produca i suoi effetti, i capi del Dipartimento abbiano potuto comunicare alle scuole la sospensione del PTTI.

Altro ancora nell’interrogazione, che si allega, viene chiesto al MIUR, ma il nodo della questione, ad oggi, rimane ancora da sciogliere (il MIUR non ha ancor risposto).

Intanto, sappiamo che, dopo la sospensione, gli USR hanno fissato un nuova scadenza (30 giugno 2016) e, ad eccezion fatta di alcune regioni (ad esempio USR della Sardegna- vedasi nota prot. N.AOODRSA 9805  del  14 giugno 2016), molti uffici scolastici regionali hanno invitato le scuola, attraverso puntuali circolari, ad adottare un “Programma della Trasparenza Baby” (semestrale), cioè che tiene conto del periodo dilatatorio previsto dall’articolo 42 delDecreto legislativo, 25/05/2016 n° 97 (G.U. 08/06/2016) e che entrerà di fatto in vigore il 23 giugno 2016.

Si tratta, lo ribadiamo, di un Decreto Legislativo che introduce il meccanismo dell’accesso civico sullo stampo del “Freedom of Information Act” (FOIA).

Concludo questo intervento rispondiamo a chi aveva buttato ai 4 venti che il Programma sulla Trasparenza non si doveva fare, che invece, come avevo giustamente prospettato, in questo periodo transitorio, baby o non baby, s’ha da fare e a mio avviso, visto come sono andate le cose, continuo a sostenere che si doveva fare entro il30 maggio 2016, anche se l’ANAC, alla fine, rispondendo al miur MIUR con una nota del 01/06/2016 prot. n. 87268, condividendo il differimento del PTCP al 30 giugno 2016, ha condiviso anche il differimento al 30 giugno 2016 del PTTI.

È bene chiarire, ancora, che del Programma Trasparenza semestrale (battezzato baby) e che molte scuole sono in procinto di adottare entro il 30 giugno 2016, nel nuovo Decreto Legislativo 97/2016 non vi è traccia, quindi, ancora una volta: siamo sicuri che, secondo il dettame legislativo attualmente in vigore, stiamo percorrendo la giusta strada?

Concludo dicendo che con il nuovo Decreto Lgs 97/2016 viene confermato che le due figure del Responsabile Anticorruzione e del Responsabile Trasparenza collimeranno nell’unica persona responsabile di ambedue gli ambiti, di conseguenza le due funzioni verranno attribuite all’unico dirigete dell’Ufficio Scolastico Regionale di pertinenza.

 

di Agata Scarafilo

 

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Il Governo accoglie la mia risoluzione per il contrasto alla contraffazione della mozzarella di bufala

Il Governo accoglie la mia risoluzione concernente la Relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo dalla quale emerge una situazione preoccupante in materia di illeciti nella produzione e distribuzione di un prodotto eccellente quale la mozzarella di bufala campana.

Ho chiesto un impegno concreto affinché, anche in sede europea, si promuovano strumenti utili a contrastare questo preoccupante fenomeno oltre ad un impegno reale teso al rafforzamento dell’apparato sanzionatorio.

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Serata di beneficenza in favore dell’Unità Operativa complessa di Oncologia Medica & Breath Unit- Presidio Ospedaliero Perrino di Brindisi

Domenica 26 giugno, presso la Masseria Benificio di Ceglie Messapica, si terrà la serata di gala- concerto di beneficenza per raccogliere fondi da destinare in favore dell’Unità Operativa complessa di Oncologia Medica & Breath Unit- Presidio Ospedaliero Perrino di Brindisi- diretto dal Professor Saverio Cinieri, per l’acquisto delle Cuffie della dignità, un particolare macchinario che impedisce ai capelli di cadere durante le cure dei malati oncologici.

In tale serata, dopo un’esibizione di docenti e allievi del conservatorio Tito Schipa che mi onoro di presiedere, si terrà il concerto di gala della SWING BIG BAND, diretta dal M° Luigi Bubbico feat Carolina Bubbico.