Storia della letteratura inglese. Vol. 1\1: Dalle origini al 1625.

Il Tomo I del volume primo della "Storia della letteratura inglese" di Franco Marucci costituisce una delle panoramiche più ampie, organiche e criticamente aggiornate, disponibili nella nostra lingua, del periodo che va dalle origini al I625 (escludendo Shakespeare, alla cui figura por ragioni di spazio è interamente dedicato il Tomo secondo dello stesso volume). L'idea fondativa anzitutto che la letteratura in anglosassone fino al 1066 e oltre non forma un corpus separato e avulso ma getta lo basi, a lunga distanza, della formazione della letteratura nazionale, e che il suo spirito epico e il suo respiro eroico - come nel cantare del Beowulf - sarebbero risultati contagiosi secoli dopo quando quel corpus venne pienamente riscoperto e reso disponibile. Chiuso il periodo anglosassone Marucci si sofferma sui tre principali poeti in medio inglese del tardo Trecento, Gower, Langland e Chaucer, quest'ultimo l'autore di quei Canterbury Tales che segnano il passaggio all'età adulta della letteratura inglese. Dopo il piccolo vuoto del Quattrocento la letteratura inglese riprende nel Cinquecento con un vigore virtualmente ineguagliato, e sotto i monarchi Enrico VIII ed Elisabetta tocca uno dei suoi irripetuti vertici con l'epica romanzesca di Sidney e Spenser e la lirica di Donne, mentre sboccia con Kyd e Marlowe, seguiti a distanza da altri drammaturghi del calibro di Jonson, Webster e Middleton, il leggendario fenomeno cinquantennale del teatro elisabettiano.