Tracks & chips

Il volume costituisce la raccolta delle opere fotografiche di Fabrizio Borelli, artista romano che esordisce negli anni Settanta come fotografo ed è oggi un regista televisivo. "Primo step per entrare nell'opera di Fabrizio Borelli - spiega Manuela De Leonardis - è il colore, l'affermazione del suo universo interiore. Qualcosa in questo dinamismo cromatico - abbinato alla gestualità del segno, a certa iconografia - riporta alla spontaneità compulsiva della Street Art, memore del percorso dalle avanguardie storiche al linguaggio di cartoon e videogame. Lì, però, il colore delle bombolette spray lancia al mondo il suo messaggio di rivincita sui grigiori - urbanistici e sociali - urlando una contestazione che è anche l'attribuzione dell'unicità dell'atto creativo. Piuttosto, nell'opera di Borelli l'aggressività cede il posto alla sublimazione. Il colore come elemento di raccordo di frammenti sospesi tra realtà e immaginazione. Un colore talvolta esasperato e saturo dichiaratamente innaturale - quello che caratterizza tracks&chips, che dialoga con i segni. La freccia, prima di tutto, ma anche il ragno e la ragnatela, gli scarabocchi e quei due occhi schematizzati che rimandano all'icona di Fantomas. Per l'artista questi "occhi" sono la firma, una sorta di alter ego quindi - che entra nell'opera stessa, alla ricerca dell'essenza. L'autore è anche spettatore del divenire artistico. Poi c'è la parola associata alle immagini, talvolta accompagnata dal ritmo dei segni."